Sin dal XVI secolo si hanno le prime produzioni di strumenti per la misurazione del tempo, una volta effettuata solamente tramite l'osservazione dei movimenti solari con rudimentali e sempre più precise meridiane. Ma è soprattutto nel XVIII e XIX secolo che si può apprezzare la vera diffusione dell'arte dell'orologeria. Due secoli nei quali si assiste a un impressionante progresso tecnico nella progettazione e nella fabbricazione dei meccanismi degli orologi e all'affermarsi di una gran varietà di stili nell'ambito della pittura, della scultura, dell'architettura e anche e soprattutto nelle arti applicate, dove furono realizzate opere con forme nuove e originali che influenzarono anche l'ambito dell'orologeria attraverso l'esecuzione di "stupendi contenitori" per i meccanismi segna-tempo.
Con rare eccezioni, i libri che trattano questa sfera parlano per lo più dell'evoluzione dell'orologeria da un punto di vista puramente tecnico, tralasciando spesso quello artistico. Per molto tempo, infatti, le pendole non sono state tra i principali argomenti delle indagini degli storici dell'arte e questo nonostante vi sia una forte contiguità con altri ambiti delle arti applicate. Ispirate spesso da grandi artisti dell'epoca, le figure modellate in bronzo che sovrastano o incorporano l'orologio sono di ottima qualità artistica. Al punto tale che, in passato, mercanti di pochi scrupoli separavano le statue di bronzo dagli orologi per venderle a parte, ottenendone paradossalmente un maggiore ricavo rispetto alla vendita dell'intera pendola. In più occasioni mi è capitato personalmente di riconoscere soggetti nati per le pendole tramutati in bronzi attraverso l'associazione con basi di marmo opportunamente adattate.
Oggi, fortunatamente, assistiamo a una rivalutazione delle pendole anche da questo punto di vista. Una sempre maggiore attenzione da parte degli studiosi, degli antiquari, delle case d'aste e dei collezionisti è posta sul valore artistico dell'opera e non più solo sulla firma dell'orologiaio e sulla parte tecnica del suo lavoro.
Nella storia dell'orologeria, l'evoluzione artistica delle pendole è andata di pari passo con gli stili che di volta in volta si sono susseguiti nelle varie epoche; inoltre ogni paese possedeva uno stile e una produzione ben identificabile.
In Inghilterra, per esempio, la struttura della cassa dell'orologio era lineare,
con poche applicazioni di bronzo, ampi quadranti spesso in metallo e non di rado le meccaniche erano munite di raffinate suonerie. L'orologio era concepito essenzialmente come uno strumento di precisione per la lettura dell'ora e la cassa non prendeva il sopravvento sull'orologio come invece avveniva nella produzione francese.
Questo differente sviluppo dell'orologio dipendeva in parte dalla supremazia tecnica che gli inglesi detenevano nell'ambito dei regolatori, evidente per esempio nella produzione d'orologi con cassa lunga da pavimento d'elevata precisione.
In Francia, al contrario, la clientela mostrava un maggiore interesse all'aspetto decorativo e artistico degli oggetti. Dalla fine del XVII secolo Parigi era, di fatto, la capitale del commercio di lusso, accontentando le richieste provenienti dall'estero ma anche di una élite nazionale influente, amante del fasto e delle novità. Gli orologi seguirono l'evoluzione artistica del mobilio, con la cassa che riprendeva fedelmente gli stili e le mode del momento, mentre forme e materiali erano i medesimi che si ritrovavano nell'ambito dell'ebanisteria. La collaborazione tra l'orologiaio, l'ebanista e il bronzista era molto stretta, e in particolare questi ultimi traevano spunto da un vasto repertorio d'immagini e allegorie con soggetti e rappresentazioni legate
al passato e in particolare alla mitologia.
Uno dei primi problemi per chi desidera affrontare la storia dell'orologeria da un punto di vista artistico è la difficoltà nel riconoscere i vari stili e la loro collocazione storica. Per i neofiti lo stile Luigi XIV o Impero attribuito a una pendola non rivelano molto. La terminologia francese è utilizzata in buona parte per descriverne gli stili e le tendenze nell'ambito dell'arte applicata. Si noterà, infatti, che i momenti storico-artistici sono scanditi per lo più dalle date delle successioni al trono dei sovrani francesi e degli accadimenti storici più importanti (Direttorio, Impero, Restaurazione ecc.) della Francia del XVIII e XIX secolo.
L'OROLOGERIA NEL XVII e XVIII SECOLO
Nella seconda metà del XVII secolo e durante il XVIII secolo, l'industria orologiaia conobbe uno straordinario sviluppo. Localizzata essenzialmente a Londra, Parigi e Ginevra quest'evoluzione fu favorita da diversi fattori sociali ed economici. In particolare è facile constatare che la produzione orologiaia fu particolarmente fiorente nel XVIII secolo nelle capitali dei due paesi che affermavano allora la loro superiorità economica, l'Inghilterra e la Francia.
A questa constatazione è necessario apportare qualche precisazione. Infatti, la crescita dell'orologeria era così legata alla storia economica e sociale dei paesi in cui si sviluppava che aderì a tutte le loro vicissitudini. Così l'orologeria inglese affermò la sua supremazia sin dal 1680 perché traeva beneficio dallo sviluppo economico sotto il regno degli Stuart, mentre l'orologeria francese dovette attendere il secondo quarto del XVIII secolo, connotato da un rinnovo economico, per svilupparsi allo stesso livello. L'arte orologiaia conobbe alla fine del XVII secolo un declino provocato in particolare dalla sclerosi dei regolamenti corporativi, dalla crisi economica generale che caratterizzò la fine del regno di Luigi XIV, dall'emigrazione di numerosi ugonotti prima e dopo la revoca dell'editto di Nantes nel 1685. Con l'indebolimento della produzione francese si avvantaggiarono tra i vari paesi europei in particolare l'Inghilterra, la Svizzera e l'Olanda, che accolsero a centinaia gli artigiani appartenenti alla Chiesa riformata. L'orologeria non fu la sola industria di lusso a essere favorita; uno sviluppo simile caratterizzò pure l'industria tessile, l'oreficeria, l'arredamento e quella delle armi. Il governo inglese misurò rapidamente i vantaggi economici derivanti da questo afflusso di uomini di mestiere. Carlo II fece una dichiarazione, pubblicata sulla "London Gazette" del 12 settembre 1681, nella quale prometteva una buona accoglienza ai rifugiati. Negli anni dal 1690 al 1720 gli orologiai stabiliti in Inghilterra fecero una concorrenza spietata ai loro vecchi colleghi francesi. Il governo francese, rendendosi conto della carenza dell'orologeria francese, cercò di creare una manifattura con l'aiuto di un orologiaio inglese, Henry Sully. L'iniziativa non ebbe successo; malgrado ciò, l'orologeria francese non tardò a conoscere una fase brillante della sua storia e questo grazie alle ordinazioni della corte di Francia e di corti straniere, ai nuovi statuti adottati dalle corporazioni degli orologiai di Parigi nel 1722 e, non ultimo, alla comparsa di orologiai di grande talento e capacità pratiche.
Valutazioni di mercato
Gli orologi a pendolo come oggetti d'antiquariato non sono soltanto testimonianze della storia e della cultura passata, ma sono anche beni di valore, e come tali possono rappresentare un eccellente investimento. Chi segue il mercato ha potuto notare che nel volgere d'alcuni anni le valutazioni degli orologi di qualità sono cresciute vertiginosamente, soprattutto in proporzione ad altri oggetti d'arte. È indubbio che gli investimenti in quest'ambito consentono buoni affari, ma è altrettanto elevato il rischio di compiere gravi errori di valutazione. Pertanto una corretta determinazione del reale valore di una pendola assume un ruolo importante. Quando ci soffermiamo ad ammirare un orologio, dall'osservazione deve emergere un giudizio complessivo; molte volte può essere determinante l'antichità dell'orologio, oppure il meccanismo o la firma dell'orologiaio, altre volte la rarità, altre volte ancora il suo carattere esemplare, ovvero la perfetta aderenza delle sue forme a quelle di una determinata zona di produzione in un particolare momento storico. Tutto deve concorrere a rendere più accurata la nostra valutazione. Per gli orologi artistici o decorativi in bronzo, oltre agli aspetti sopra menzionati, bisogna valutare la qualità della cesellatura, la firma del bronzista, la rarità del soggetto.
Per le pendole con struttura di legno, bisogna verificare se esiste una firma che indichi il nome dell'ebanista che l'ha realizzato e l'eventuale collaborazione con il bronzista per quanto riguarda i fregi di bronzo, i materiali impiegati, la qualità della realizzazione, l'armonia del disegno d'insieme, la piacevolezza dei particolari decorativi e lo stato di conservazione.
Ci rendiamo conto che comprendere il corretto valore di mercato di una pendola non è semplice: per esempio, un orologio di legno laccato mai restaurato e in ottime condizioni vale certamente di più di un orologio analogo restaurato e ripreso nella pittura, così un quadrante integro rispetto a un altro che presenta delle rotture, oppure un orologio che ha la stessa cassa, ma con un meccanismo più raffinato o con una firma più importante rispetto a un'altra e via di seguito.
Per tutti questi motivi la nostra Casa d'aste valuta attentamente ogni singolo orologio prima di metterlo all'incanto considerando tutti gli aspetti sopraindicati per garantire ai nostri clienti un'acquisizione priva di rischi e con valutazioni di mercato corrette.