Nel mese di dicembre la Cambi Casa d’Aste disperderà un’importante collezione bolognese formatasi nel corso dei primi decenni del XX secolo e che per quasi cent’anni ha arredato la villa del proprietario.
Si tratta di mobili, oggetti ma soprattutto dipinti che sono stati raccolti e selezionati con il gusto e l’attenzione di un vero e proprio conoscitore.
Gli arredi spaziano da alcuni cassoni rinascimentali in noce con lumeggiature in oro a una coppia di cassettoni Luigi XVI lastronati di area lombarda (stima 18.000-20.000 euro), passando per uno straordinario bureau Luigi XV emiliano lastronato in noce e radica di noce con fronte e fianchi mossi (stima 30.000-35.000 euro).
Degne di nota sono inoltre una rara collezione di placche e medaglie in bronzo quattro e cinquecentesche e alcune sculture, maioliche e terrecotte.
Per quanto riguarda i dipinti, ricca è la collezione di alta epoca per la quale si segnalano: una coppia di piccole tempere a fondo oro di Giovanni Mazone della fine del XV secolo (stima 10.000-15.000 euro); una splendida croce bolognese dipinta fronte/retro dell’inizio del XVI secolo (stima 6.000-8.000 euro); una tempera su tavola padovana del XV secolo con San Michele Arcangelo (stima 8.000-12.000 euro); e per finire una Sacra Famiglia con San Giovannino di un pittore veneziano della fine del XV secolo da ricercarsi nella cerchia di Giovanni Bellini (stima 10.000-12.000 euro).
Di epoca seicentesca è una bella Natura morta con frutta di Giovanni Paolo Castelli, detto Spadino (stima 8.000-10.000 euro), mentre al XVIII secolo risalgono una veduta di Venezia con San Marco e la Punta della Dogana (stima 7.000-10.000 euro) e una raffigurazione di Alessandro Magno morente attribuita a Francesco Fontebasso (stima 7.000-9.000 euro).
Per concludere, bisogna segnalare una splendida testa di fanciullo di Ubaldo Gandolfi, dipinto pubblicato sulla monografia del pittore a cura di Donatella Biagi Maino (Allemandi, Torino 1990) (stima 20.000-25.000 euro).
Un discorso a parte merita la collezione di disegni composta da circa quattrocento fogli che vanno dal XVI al XIX secolo, tra i quali un gran numero di autori di scuola bolognese – per citarne uno su tutti, Gaetano Gandolfi – e scuola genovese, come Carlo Antonio Tavella.
Concluderanno la vendita alcune centinaia di volumi della ricca biblioteca d’arte, comprendente monografie di moltissimi pittori italiani e stranieri.
Si tratta di mobili, oggetti ma soprattutto dipinti che sono stati raccolti e selezionati con il gusto e l’attenzione di un vero e proprio conoscitore.
Gli arredi spaziano da alcuni cassoni rinascimentali in noce con lumeggiature in oro a una coppia di cassettoni Luigi XVI lastronati di area lombarda (stima 18.000-20.000 euro), passando per uno straordinario bureau Luigi XV emiliano lastronato in noce e radica di noce con fronte e fianchi mossi (stima 30.000-35.000 euro).
Degne di nota sono inoltre una rara collezione di placche e medaglie in bronzo quattro e cinquecentesche e alcune sculture, maioliche e terrecotte.
Per quanto riguarda i dipinti, ricca è la collezione di alta epoca per la quale si segnalano: una coppia di piccole tempere a fondo oro di Giovanni Mazone della fine del XV secolo (stima 10.000-15.000 euro); una splendida croce bolognese dipinta fronte/retro dell’inizio del XVI secolo (stima 6.000-8.000 euro); una tempera su tavola padovana del XV secolo con San Michele Arcangelo (stima 8.000-12.000 euro); e per finire una Sacra Famiglia con San Giovannino di un pittore veneziano della fine del XV secolo da ricercarsi nella cerchia di Giovanni Bellini (stima 10.000-12.000 euro).
Di epoca seicentesca è una bella Natura morta con frutta di Giovanni Paolo Castelli, detto Spadino (stima 8.000-10.000 euro), mentre al XVIII secolo risalgono una veduta di Venezia con San Marco e la Punta della Dogana (stima 7.000-10.000 euro) e una raffigurazione di Alessandro Magno morente attribuita a Francesco Fontebasso (stima 7.000-9.000 euro).
Per concludere, bisogna segnalare una splendida testa di fanciullo di Ubaldo Gandolfi, dipinto pubblicato sulla monografia del pittore a cura di Donatella Biagi Maino (Allemandi, Torino 1990) (stima 20.000-25.000 euro).
Un discorso a parte merita la collezione di disegni composta da circa quattrocento fogli che vanno dal XVI al XIX secolo, tra i quali un gran numero di autori di scuola bolognese – per citarne uno su tutti, Gaetano Gandolfi – e scuola genovese, come Carlo Antonio Tavella.
Concluderanno la vendita alcune centinaia di volumi della ricca biblioteca d’arte, comprendente monografie di moltissimi pittori italiani e stranieri.