Close
 
 (373)
   
Upcoming Auctions
   
Past Auctions
   
Site

Majolica and Porcelain

77

Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano

Estimate: EUR 3.500,00 - 7.000,00

Currency Conversion
Currency Conversion
USD 3.950,00 - 7.900,00
GBP 3.144,00 - 6.288,00
Lot No.
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano

Stagnone Savona, secondo-terzo decennio del XVIII secolo Fabbrica di Giovanni Battista Veneziano
Maiolica a gran fuoco monocroma blu. Marca: stemma di Savona e lettera “V” in blu. Altezza cm 50. Un’ansa rifatta; rotture alla base, sbeccature e cadute di smalto con vecchi restauri

Lo stagnone di farmacia in maiolica per l’acqua di scabiosa, “Aqu: Scabiose”, reca all’interno del piede la marca Stemma di Savona vicino alla quale è tracciata la lettera V. Sono gli elementi di giudizio che permettono di ascrivere il vaso nella produzione della fabbrica Veneziano a Savona.
La forma ovale del recipiente è modellata poco sotto la metà della superficie da una larga incisura che le dà un aspetto caratteristico, accentuando la normale diminuzione del diametro della parte inferiore del vaso, ponendo in evidenza per contrasto la misura maggiore della parte superiore. I due mascheroni rispettivamente collocati a sostegno delle anse a protome di drago sono anch’essi di forma particolare, dotati di un corto e largo pennacchio ricurvo. Il rilievo di un cordone modula la superficie del collo del vaso - rastremato, fornito di gronda, a labbro estroflesso - cerchiandolo alla sua metà. Un altro cordone di notevole grossezza accoglie la parte estrema della superficie nel sostegno costituito dal piede; la sua consistente sezione sfiora la parte inferiore del mascherone centrale, alloggio del rubinetto, promuovendo la funzione decorativa, il risalto dell'elemento scultoreo. Il piede di ridotto diametro, dalla superficie rastremata e modulata, contribuisce ad accrescere la sensazione di mobilità emotiva comunicata allo sguardo dalle variazioni contrastanti della forma e dall'aggetto degli elementi plastici, sensazione alla quale non si oppone lo stile pittorico espresso nel dipingere le figure della “scenografia barocca”.
Quanto alla decorazione istoriata, sulla superficie anteriore del vaso, al di sopra del cartiglio, in monocromia blu su fondo bianco, è rappresentato l'episodio biblico della vendita di Giuseppe ai mercanti da parte dei fratelli.
Al di sotto del cartiglio, ciascuna al rispettivo lato del mascherone, sono dipinte le figure di due angeli o putti alati. Sull'intera superficie posteriore mantenuta libera da ogni impedimento lineare o plastico, campeggiano all’interno del vasto paesaggio le figure di una donna e di un guerriero seduti a colloquio sul terreno erboso; accanto alla donna, seminascosto dalla sua figura, si scorge un putto alato che stringe in mano una tromba.
Caratteri formali e soggetti pittorici dello stagnone suggeriscono la sua probabile appartenenza in passato al corredo farmaceutico dell'Ospitale Grande di Pammatone, istituzione storica genovese fondata nel 1420 da Bartolomeo Bosco.
Nel cospicuo numero di vasi forniti dalla fabbrica Veneziano, tredici recipienti della sua stessa tipologia gli sono infatti molto simili, anche nelle misure (1). La loro decorazione istoriata propone inoltre episodi dell'Antico Testamento dipinti sulla superficie anteriore, al di sopra del cartiglio, e soggetti profani di vario genere sulla intera superficie posteriore, iconografia disposta quindi secondo il medesimo criterio descritto in precedenza.
Ai tredici stagnoni del Museo degli Ospedali Civili di Genova, e a quello offerto in asta, vanno aggiunti i due vasi custoditi nelle collezioni del Museo di Arti Applicate di Milano. Sono elencati nel secondo tomo del catalogo delle ceramiche, scheda n. 81. I due stagnoni, simili agli altri considerati per forma, tipologia decorativa e disposizione dei soggetti, contenevano rispettivamente acqua di melissa, “Aq: Melisse”, e acqua di malva, “Aq: Malve”. Quest’ultimo, n. 1440 dell’inventario, reca la marca Stemma di Savona e lettera V sulla superficie interna del piede.
Un primo significativo risultato circa il problema della cronologia si può ottenere, lasciando a una successiva ricerca il compito di definirne i termini e valutare i dati finora disponibili. Fra le citate numerose maioliche prodotte dai Veneziano per la farmacia ospedaliera di Pammatone è compresa una serie di ventisette vasi da elettuari, tre dei quali oltre la marca Stemma di Savona e la lettera V recano la data 1728. Un particolare della decorazione “a scenografia barocca” di uno di essi, il vaso da elettuari per lo sciroppo delle cinque radici, “Syr: d 5 Radic”, fornisce materia di confronto. La figura del putto alato in volo che sostiene il cartiglio epigrafico, dipinta dunque sulla superficie anteriore del vaso, al di sotto della scritta farmaceutica, trova un termine di paragone del tutto convincente nella figura del putto alato visibile accanto alla figura femminile seduta, dipinta sulla superficie posteriore dello stagnone per l’acqua di scabiosa.
Bisogna capire quanto sia grande l’intervallo di tempo occorso nell’esecuzione delle due figure, ma disporre del dato consente per ora di considerare lo stagnone un prodotto del terzo decennio del XVIII secolo, o poco prima, perciò nel periodo di prescindibile conduzione della fabbrica da parte di Giovanni Battista Veneziano.

Note
(1) Lorenzo Lucattini, Arte e ceramiche nel Museo dell’Ospedale di San Martino di Genova, Genova 1975, pp. 193-196.
Carlo Raffo, Maioliche liguri del XVIII secolo, il Pittore della sigla F. F.e il Pittore del 1728, Arte Viva-Fimantiquari, 2002, n.30, nota n. 23, p. 78.
Estimate

EUR 3.500,00 - 7.000,00

 
Currency Conversion
USD 3.950,00 - 7.900,00
GBP 3.144,00 - 6.288,00
sold
EUR 3.800,00

Online community

Contact us by Skype