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Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto ...

Stima: EUR 8.000,00 - 10.000,00

Conversione Valute
Conversione Valute
USD 9.561,00 - 11.951,00
GBP 6.835,00 - 8.544,00
Lotto No.
Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto  ...
Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto  ...
Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto  ...
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Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto  ...

Caffettiera Argento fuso, sbalzato e cesellato. Manico in legno scolpito a foggia di tritone e dipinto con occhi in avorio.
Genova
Fine del XVIII secolo. Marchio della ‘‘Torretta’’ con datario 17(?)1 e dell’argentiere G. B. O. con croce entro riserva ovale.
gr. 1430, altezza cm 30,5
UNA CAFFETTIERA GENOVESE NEOCLASSICA FUORI DAL COMUNE Questo argento è del tutto insolito nel panorama delle caffettiere genovesi neoclassiche per forma e qualità esecutiva. E’ evidente che non si tratta di una elaborazione dei tradizionali modelli di bottega e che deve essere nata dall’idea e dal disegno di una personalità di spicco della Genova dell’ultimo quarto del secolo XVIII influenzata dal gusto internazionale più recente, destinata a un committente importante e aggiornato. Interessante è il confronto con i piedi a zampa ferina di alcuni lavori contemporanei della bottega dei Valadier a Roma, ma il riferimento più calzante è sicuramente la caffettiera del Museo Civico d’Arte Antica di Torino, attribuita a Giovanni Battista Boucheron e databile dopo il 1779 (ill. 1). Sul fondello compaiono il marchio di garanzia della Torretta per l’anno 17*1, in cui purtroppo il decimale risulta illeggibile e fortunatamente, cosa non comune a Genova, il marchio dell’argentiere GBO con croce. L’esame stilistico e il confronto con una inedita caffettiera in collezione privata del 1792 della stessa forza esecutiva, esattamente paragonabile per il disegno del coperchio e i motivi a foglie lanceolate a forte rilievo, ma con un piede tondo di modello tradizionale, ci permette di ipotizzare con buona sicurezza la data per questa del 1791. Il marchio dell’argentiere è invece riferibile a Giovanni Battista Oliva, certamente personalità di spicco molto attiva proprio in questo periodo nell’Arte, noto anche per aver svolto ruoli ufficiali per la corporazione nel 1784 e nel 1792, ma di cui non si conoscono argenti con questa forza. L’attribuzione all’Oliva della caffettiera non sembra così scontata. Egli infatti risulta dai documenti noti (Boggero-Simonetti, L’argenteria genovese del Settecento, 2007) essere un personaggio particolare, certamente intraprendente ma a dir poco discutibile, denunciato diverse volte per irregolarità e in alcune carte definito addirittura “delinquente”. Fu un piccolo imprenditore del settore, proprietario di tre differenti botteghe, ognuna gestita da un diverso argentiere. Non è quindi difficile ipotizzare che abbia potuto far eseguire da qualcun altro un oggetto destinato a un committente particolarmente esigente per poi venderlo marcato con il suo punzone. Infatti, è interessante notare la somiglianza della caffettiera con la nota zuppiera eseguita nel 1787 per Domenico Serra (ill. 2) su disegno dell’architetto Andrea Tagliafichi, la figura probabilmente più significativa della Genova neoclassica, al corrente delle più moderne istanze internazionali, che risulta essere stato progettista di numerosi argenti per alcune delle più importanti famiglie patrizie. La somiglianza tra questa caffettiera e la zuppiera Serra, evidente nelle prese dei coperchi a bocciolo e nei motivi a foglie lanceolate, è ancora più chiara con la mediazione della sopracitata caffettiera di collezione privata, del tutto simile alla nostra nella parte superiore ma con un piede circolare con bordino identico a quello della zuppiera. A questo punto, l’ipotesi potrebbe essere completata citando un noto scaldino del 1794 con il corpo contrassegnato da similissime foglie, marcato dall’argentiere Domenico Taglifico (Boggero Simonetti, 2007), fratello dell’architetto Andrea Tagliafichi e con ogni probabilità esecutore della zuppiera Serra, che potrebbe quindi essere stato anche il reale esecutore materiale di questa caffettiera su disegno del fratello, commissionata e venduta dall’Oliva. Lodovico Caumont Caimi
Dipartimenti
Argenti da Collezione
Stima

EUR 8.000,00 - 10.000,00

 
Conversione Valute
USD 9.561,00 - 11.951,00
GBP 6.835,00 - 8.544,00
venduto
EUR 22.000,00

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