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Importanti maioliche italiane dal Rinascimento al Barocco

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Ciotola Ferrara, fine del sec. XV

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Ciotola Ferrara, fine del sec. XV

Ceramica ingobbiata, graffita e invetriata Diametro cm 20 Conservazione: incrinature Provenienza: collezione privata
Ciotola emisferica, a breve orlo verticale e basso piede a disco. Sul recto all’interno di una formella polilobata gotica, è dipinto un busto d’uomo di profilo e volto a sinistra, con alto cappello piumato e capelli a caschetto; all’altezza della bocca e dietro la nuca si dispongono due tralci di foglie dentellate, stilema dedotto dalla miniatura, su sfondo punteggiato. Verso il bordo si notano altre foglie simili ed una stretta fascia a mo’ di treccia. Sul verso, attorno all’orlo sono graffiti una stretta fascia a treccia stilizzata e una sequenza di brevi tratti; larga parte della superficie risulta invetriata, mentre il piede è lasciato a “biscotto”. Superficie dipinta con variegature in bruno “ferraccia” e verde “ramina”. Siamo di fronte ad un raffinato campione di “graffito padano rinascimentale”, genere ceramico che nel ‘400 di sviluppa prevalentemente in area settentrionale, con molti centri produttori concentrati tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per l’aspetto stilistico quest’opera è strettamente correlabile ad altra redazione, appartenuta alla collezione Campe di Amburgo e poi a quella di Mortimer L. Schiff di New York, dispersa a Londra nel 1938, oggi nel Toledo Museum1, al punto da ipotizzare che si tratti della stessa mano d’artefice; accomunano infatti le due redazioni il ductus del bulino che incide senza esitazioni la piegatura del sopracciglio e della bocca, la foggia del cappello piumato, la pettinatura a caschetto a tre ondulature dei capelli, la formella polilobata di gusto tardo-gotico che incornicia il ritratto, rigorosamente di profilo secondo la ritrattistica delle medaglie del ‘400: tant’è che non è da escludere si sia voluto evocare Gianfrancesco Gonzaga, Signore di Sabbioneta, del quale in effetti, osservando la medaglia dell’Antico (Pier Jacopo Alari Bonacolsi), si possono colgliere alcune affinità fisionomiche. Alcuni esemplari “graffiti”, dotati di simile impianto decorativo, con il tema centrale inscritto in una formella polilobata, sono attribuiti a Ferrara2. 1COLE 1977, n. 50, pp. 98-99; BELLINI- CONTI 1964, p. 168, fig. C. 2MAGNANI - MUNARINI 1998, pp. 126-137. Bibiografia L’opera è pubblicata in: RAVANELLI GUIDOTTI 2016, pp. 13-14.