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Massimo Stanzione (Orta di Atella 1585 – Napoli 1656) e Giovan Battista Recco (Napoli 1615 ca. - 1660 ca.) Paesaggio con sei bambini che giocano con un alano e un cardellino

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Descrizione

Massimo Stanzione (Orta di Atella 1585 – Napoli 1656) e Giovan Battista Recco (Napoli 1615 ca. - 1660 ca.) Paesaggio con [..]

olio su tela
Largh. 200 - Alt. 155 Cm
reca in basso a sinistra una sigla in giallo: "AA"
Autentica
Expertise Prof. R. Lattuada
Ulteriori informazioni
“Il soggetto giocoso, in cui i bambini esprimono azioni, passioni, posture tipiche degli adulti, deriva da una serie di incisioni di Giacinto Gimignani intitolata Scherzi e giuochi diversi de putti (1647), e da una serie di giochi dell’infanzia di Jacques Stella (morto nel 1657), incisa e pubblicata nel 1667 dalla nipote Claudine Bouzonnet Stella. (…)
Il modo stilistico e la possibilità di numerosi raffronti consentono di attribuire con certezza l’opera a Massimo Stanzione, che insieme a Jusepe de Ribera fu il maggior pittore a Napoli per tutta la prima metà del Seicento. (…)
Lo splendido alano che sopporta stoicamente i tentativi di equitazione dei tre bambini non
ricorre nella casistica a me nota della produzione di Stanzione. L’impressione è che il vigoroso ed esattissimo chiaroscuro, unito anche alla perfetta definizione dei frutti in secondo piano a destra di chi guarda, possano essere ascritti alla mano di Giovan Battista Recco, al quale peraltro è stato attribuito lo splendido brano di natura morta nella Cena in casa di Simone (o Ultima cena) di Stanzione nel Coro della Certosa di San Martino (Napoli).
Non saprei dare conto del monogramma ‘A.A.’ in basso a sinistra, dipinto in caratteri gialli, sicuramente antico ma sovrapposto alla materia pittorica; in un primo momento ho immaginato che potesse riferirsi ad Aniello Ascione, che però firmava con un monogramma differente, e dunque per ora la questione va lasciata aperta, anche perché oggettivamente la parte di natura morta è molto più vicina ai modi di Giovan Battista Recco. È possibile che si tratti di un marchio di collezione ma, di nuovo, non saprei andare oltre questa ipotesi. (…)
Come vedremo qui più avanti, il dipinto in discussione è raro ma non unico nel percorso creativo di Massimo Stanzione. Non molti anni fa un’opera intitolata Putti con un cane è stata prima presso Giacometti (Napoli), poi è passata a Vienna presso Dorotheum; è stata attribuita ad Antonio de Bellis da Nicola Spinosa, ed è una versione parziale – forse un frammento? – del lato sinistro dell’opera in discussione, certamente basata sullo stesso cartone.
Che Stanzione abbia praticato il genere dei giochi di bimbi in più di un’occasione è provato dai Bambini che sistemano ghirlande di fiori in collaborazione con Luca Forte già a New York presso Christie’s (l’attribuzione è di chi scrive). (…)
Infine, per la fortuna dei dipinti con giochi di bambini a Napoli nella prima metà del Seicento, va almeno menzionato qui quello con Giochi di bimbi presso una statua di Bacco di Bernardo Cavallino nel Museo di Capodimonte; opera del sesto decennio del Seicento sicuramente generata dalla Capriola di Gimignani.”
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