226
Scatola. Maestro orafo Mario Buccellati per Gabriele D'Annunzio. Milano 1920-1930 circa
Descrizione
Scatola. Maestro orafo Mario Buccellati per Gabriele D'Annunzio. Milano 1920-1930 circa
Argento fuso e cesellato
gr 65
Cm 7,2X5X0,8
Custodia originale in cartoncino stampato e motto personale dela Vate applicato su etichetta dorata "Io ho quel che ho donato".
Sulla fascia frontale incisa la scritta: "orafo del vittoriale" e nella parte sottostante al coperchio incisa la firma "Gabriele D'Annunzio".
Le scatole con i motti delle imprese militari compiute dal Vate venivano regalate ai suoi compagni d'arme come testimoniano le righe scritte dal poeta nella sua corrispondenza con l'orafo in una missiva del 18 maggio 1925: "Le custodiette d'argento, con le imprese di guerra incise, sono avidissimamente cercate dai miei compagni. Fammene con l'ardisco, col sufficit, col sempre adamas, etc."
Quella qui presentata che reca sul coperchio il secondo emblema della prima squadriglia navale S.A. (Siluranti Aeree), disegnato da Adolfo de Carolis, raffigurante il rostro di una nave sorretto dalle ali di un’aquila sormontata dal motto in latino “Sufficit animus” (basta il coraggio) coniato dal vate che guidò come comandante la squadriglia dopo la sua formazione nel 1918.
È probabile che il significato del motto dannunziano abbia origine dall’incidente aereo che il vate ebbe nell’ammaraggio con un idrovolante nelle acque davanti a Grado nel gennaio 1916 dove urtò con una tempia la mitragliatrice dell’aereo perdendo l’uso dell’occhio. Dopo un periodo di forzata inattività e contro il parere die medici riprese a volare compiendo innumerevoli missioni.
Sulla fascia frontale incisa la scritta: "orafo del vittoriale" e nella parte sottostante al coperchio incisa la firma "Gabriele D'Annunzio".
Le scatole con i motti delle imprese militari compiute dal Vate venivano regalate ai suoi compagni d'arme come testimoniano le righe scritte dal poeta nella sua corrispondenza con l'orafo in una missiva del 18 maggio 1925: "Le custodiette d'argento, con le imprese di guerra incise, sono avidissimamente cercate dai miei compagni. Fammene con l'ardisco, col sufficit, col sempre adamas, etc."
Quella qui presentata che reca sul coperchio il secondo emblema della prima squadriglia navale S.A. (Siluranti Aeree), disegnato da Adolfo de Carolis, raffigurante il rostro di una nave sorretto dalle ali di un’aquila sormontata dal motto in latino “Sufficit animus” (basta il coraggio) coniato dal vate che guidò come comandante la squadriglia dopo la sua formazione nel 1918.
È probabile che il significato del motto dannunziano abbia origine dall’incidente aereo che il vate ebbe nell’ammaraggio con un idrovolante nelle acque davanti a Grado nel gennaio 1916 dove urtò con una tempia la mitragliatrice dell’aereo perdendo l’uso dell’occhio. Dopo un periodo di forzata inattività e contro il parere die medici riprese a volare compiendo innumerevoli missioni.
Asta Live 1002
Argenti da Collezione | XX secolo - II
mer 11 Dicembre 2024
Genova
TORNATA UNICA 11/12/2024 Ore 17:00