Descrizione
olio su tela ovale
Largh. 94 - Alt. 120 Cm
Largh. 94 - Alt. 120 Cm
Provenienza
Collezione privata, Pordenone
Autentica
Expertise Dott. Giuseppe Fiocco (1970)
Ulteriori informazioni
"Certificati da una scrittura privata di Giuseppe Fiocco datata 20 febbraio 1970 con pertinente attribuzione dei due dipinti al Padovanino, gli ovali raffigurante La Purezza e La Lussuria, sono stati collocati dallo studioso nel periodo della piena maturità dell'artista, al tempo in cui il Varotari si distinse per l'uso deciso e vivace del colore e l'adozione di uno spiccato luminismo di valore antimanierista.
La Purezza è qui personificata da una creatura angelica di gran bellezza che regge nella mano destra un giglio, fiore simbolo di virtù, abbigliata di uno svolazzante mantello e in possesso di un paio d'ali che delimitano l'orizzonte della tela. Alle spalle della Purezza, la cui figura occupa quasi per intero l'ovale, è ritratto un putto che guarda in altra direzione.
La raffigurazione della Lussuria contiene in sé tutti gli elementi iconografici a lei attinenti. Di frequente, difatti, la Lussuria, compresa tra i sette Vizi Capitali, è rappresentata nell'atto di abbracciare una figura maschile. Nel dipinto in oggetto questo personaggio possiede orecchie da coniglio e tale animale secondo la tradizione umanistica era celebre per fecondità e appagamento sensuale. Il mucchio di monete che s'intravede sotto la veste della Lussuria è altro elemento connesso a godimento e dissolutezza. Un putto, forse Cupido, fa capolino alle spalle della coppia.
Indubbia è la matrice classicheggiante dell'opera, a conferma della piena adesione del Varotari alla grande a rinascenza veneta, principalmente nei testi figurativi di Giorgione, Tiziano e del Veronese. Le cromie, dispiegate sulle gamme dei rosa, dei rossi e degli azzurrini, conferiscono al dipinto un tono elegiaco, perfettamente in sintonia con gli intendimenti classicisti dell'artista."
La Purezza è qui personificata da una creatura angelica di gran bellezza che regge nella mano destra un giglio, fiore simbolo di virtù, abbigliata di uno svolazzante mantello e in possesso di un paio d'ali che delimitano l'orizzonte della tela. Alle spalle della Purezza, la cui figura occupa quasi per intero l'ovale, è ritratto un putto che guarda in altra direzione.
La raffigurazione della Lussuria contiene in sé tutti gli elementi iconografici a lei attinenti. Di frequente, difatti, la Lussuria, compresa tra i sette Vizi Capitali, è rappresentata nell'atto di abbracciare una figura maschile. Nel dipinto in oggetto questo personaggio possiede orecchie da coniglio e tale animale secondo la tradizione umanistica era celebre per fecondità e appagamento sensuale. Il mucchio di monete che s'intravede sotto la veste della Lussuria è altro elemento connesso a godimento e dissolutezza. Un putto, forse Cupido, fa capolino alle spalle della coppia.
Indubbia è la matrice classicheggiante dell'opera, a conferma della piena adesione del Varotari alla grande a rinascenza veneta, principalmente nei testi figurativi di Giorgione, Tiziano e del Veronese. Le cromie, dispiegate sulle gamme dei rosa, dei rossi e degli azzurrini, conferiscono al dipinto un tono elegiaco, perfettamente in sintonia con gli intendimenti classicisti dell'artista."
Bibliografia
Pittura barocca veneta in una collezione privata, a cura di S. Aloisi, Treviso, 2012, pp. 28-29
Asta Live 1034
Dipinti Antichi - I
gio 26 Giugno 2025
Genova
PRIMA TORNATA
26/06/2025 Ore 11:00
Lotti 1/82
SECONDA TORNATA
26/06/2025 Ore 14:30
Lotti 83/239
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