Descrizione
Ritratto di gentiluomo in armatura
olio su tela
Largh. 66 - Alt. 81 cm
Largh. 66 - Alt. 81 cm
Autentica
Expertise Prof. D. Benati
Ulteriori informazioni
L'opera si trova in regime di Temporanea Importazione Storico-Artistica (in fase di rinnovo)
“Non sussistono dubbi circa la possibilità di ascrivere questo intenso dipinto a Bartolomeo Passerotti, l'artista che meglio documenta, insieme ad Amico Aspertini e a Pellegrino Tibaldi, la vitalità del Cinquecento bolognese per quegli aspetti di denso realismo e di icastica ricerca espressiva che potranno ancora ispirare, nelle prime battute del loro percorso, i giovani Carracci.
L'attribuzione, che apparirà piana ad ogni competente, si motiva attraverso il confronto con altri dipinti del grande pittore bolognese, a partire da analoghe prove nel campo del ritratto: un genere che Passerotti seppe praticare con sovrana elezione a Bologna, muovendosi liberamente tra i due poli di 'naturalezza' e 'artificio’ che costituiscono i cardini della poetica manierista.
Probante risulterà in primo luogo l'accostamento a dipinti come i Ritratti di gentiluomini in arme già in casa Legnani a Bologna ed ora presso il Musée d'Art et d'Histoire di Chambéry, sui quali io stesso ebbi anni fa a richiamare l'attenzione degli studiosi (D. BENATI, Una lucrezia' e altre proposte per Bartolomeo Passerotti, in "Paragone", 379, 1981, pp. 31-32, figg. 43-44; cfr. anche A. GHIRARDI, Bartolomeo Passerotti, Rimini, 1990, pp. 205-206 n. 44). Ma non si tarderà ad apprezzare, proprio in virtù di questo confronto, l'intento assai più accostante con cui il personaggio è qui ritratto, e non solo in virtù del taglio assai più ravvicinato e a mezzo busto, ma anche per l'accento di più scoperta simpatia di cui il pittore lo gratifica rispetto alla compiaciuta stilizzazione dei ritratti di Chambéry, nei quali risulta ancora operante il rimando al Parmigianino e a Nicolò dell'Abate.
In effetti, se per i dipinti Legnani risulta possibile accreditare una data di esecuzione intorno al 1570, non si tarderà a riconoscere nell'esemplare qui esaminato il rinvio a modelli che ne spingono la datazione verso il 1580, ovvero negli anni in cui Passerotti si pone sulla stessa strada di attenzioni filoveneziane battuta anche dai giovani Carracci. (…)”
“Non sussistono dubbi circa la possibilità di ascrivere questo intenso dipinto a Bartolomeo Passerotti, l'artista che meglio documenta, insieme ad Amico Aspertini e a Pellegrino Tibaldi, la vitalità del Cinquecento bolognese per quegli aspetti di denso realismo e di icastica ricerca espressiva che potranno ancora ispirare, nelle prime battute del loro percorso, i giovani Carracci.
L'attribuzione, che apparirà piana ad ogni competente, si motiva attraverso il confronto con altri dipinti del grande pittore bolognese, a partire da analoghe prove nel campo del ritratto: un genere che Passerotti seppe praticare con sovrana elezione a Bologna, muovendosi liberamente tra i due poli di 'naturalezza' e 'artificio’ che costituiscono i cardini della poetica manierista.
Probante risulterà in primo luogo l'accostamento a dipinti come i Ritratti di gentiluomini in arme già in casa Legnani a Bologna ed ora presso il Musée d'Art et d'Histoire di Chambéry, sui quali io stesso ebbi anni fa a richiamare l'attenzione degli studiosi (D. BENATI, Una lucrezia' e altre proposte per Bartolomeo Passerotti, in "Paragone", 379, 1981, pp. 31-32, figg. 43-44; cfr. anche A. GHIRARDI, Bartolomeo Passerotti, Rimini, 1990, pp. 205-206 n. 44). Ma non si tarderà ad apprezzare, proprio in virtù di questo confronto, l'intento assai più accostante con cui il personaggio è qui ritratto, e non solo in virtù del taglio assai più ravvicinato e a mezzo busto, ma anche per l'accento di più scoperta simpatia di cui il pittore lo gratifica rispetto alla compiaciuta stilizzazione dei ritratti di Chambéry, nei quali risulta ancora operante il rimando al Parmigianino e a Nicolò dell'Abate.
In effetti, se per i dipinti Legnani risulta possibile accreditare una data di esecuzione intorno al 1570, non si tarderà a riconoscere nell'esemplare qui esaminato il rinvio a modelli che ne spingono la datazione verso il 1580, ovvero negli anni in cui Passerotti si pone sulla stessa strada di attenzioni filoveneziane battuta anche dai giovani Carracci. (…)”
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gio 26 Giugno 2025
Genova
TORNATA UNICA 26/06/2025 Ore 16:30
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