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Legumiera
Faenza, Filippo Comerio presso la Fabbrica Ferniani, 1778- 1781
Descrizione
Legumiera Faenza, Filippo Comerio presso la Fabbrica Ferniani, 1778- 1781
Maiolica. Marca: assente. Dimensioni: altezza cm 19,5; cm 39x23. Conservazione: felatura dal bordo superiore che scende verso il centro del contenitore; piccole mancanze e salti di smalto
L’opera presenta una conca rettangolare piuttosto bassa, priva di piedi, su cui poggia un coperchio con punte a vela e una presa a voluta rococò. Sulle quattro pareti esterne si dispongono dei festoni modellati a rilievo, sorretti sul lato lungo da un mascherone leonino. Dipinta in bruno violaceo, giallo, nero, rosso porpora e verde “a terzo fuoco”
Innanzitutto è da segnalare che l’opera da un punto di vista collezionistico era un tempo presso la prestigiosa raccolta Crespi di Milano. Non meno interessante è il fatto che quest’opera, da un punto di vista morfologico, rappresenta una rara eccezione tra le tipologie in uso presso la Ferniani nel secondo Settecento. In più, la foggia rettangolare, piuttosto bassa e priva di piedi, fa optare per l’ipotesi che si tratti di una legumiera e non di una zuppiera. La conca superiormente ospita un coperchio che è della stessa tipologia e dimensioni di taluni vassoi prescelti dall’autore, il pittore lombardo Filippo Comerio (1747- 1827), attivo a Faenza presso la Fabbrica Ferniani dal 1776 al 1781 (1). Qui il pittore manifesta la sua inconfondibile maniera in due scenette dipinte sul coperchio, confermandosi interprete geniale del gusto arcadico, tradotto con freschezza di tocco e sobrietà cromatica: scenette animate da caratteristiche “macchiette” disegnate in bruno e con campiture in verde liquescente, di tenerezza acquosa, che il bianco di fondo rende in molti punti trasparente e luminoso. Inoltre, assolutamente originale di quest’opera è la voluta della presa, slanciata come un’onda verticale, arricchita alla base da elementi floreali plastici, in cui spiccano rose naturalistiche di color rosso porpora, ripresi anche sulle pareti esterne della conca: gli stessi che la fabbrica applicava come eleganti elementi accessori, in altre forme “chiuse”, specie nelle prese delle zuppiere
NOTA:
1 RAVANELLI GUIDOTTI C., La Fabbrica Ferniani Ceramiche faentine dal barocco all’ eclettismo, Milano 2009, pp. 259 e s.
BIBLIOGRAFIA:
RAVANELLI GUIDOTTI C., La Fabbrica Ferniani Ceramiche faentine dal barocco all’ eclettismo, Milano 2009, p. 260, fig. 3
L’opera presenta una conca rettangolare piuttosto bassa, priva di piedi, su cui poggia un coperchio con punte a vela e una presa a voluta rococò. Sulle quattro pareti esterne si dispongono dei festoni modellati a rilievo, sorretti sul lato lungo da un mascherone leonino. Dipinta in bruno violaceo, giallo, nero, rosso porpora e verde “a terzo fuoco”
Innanzitutto è da segnalare che l’opera da un punto di vista collezionistico era un tempo presso la prestigiosa raccolta Crespi di Milano. Non meno interessante è il fatto che quest’opera, da un punto di vista morfologico, rappresenta una rara eccezione tra le tipologie in uso presso la Ferniani nel secondo Settecento. In più, la foggia rettangolare, piuttosto bassa e priva di piedi, fa optare per l’ipotesi che si tratti di una legumiera e non di una zuppiera. La conca superiormente ospita un coperchio che è della stessa tipologia e dimensioni di taluni vassoi prescelti dall’autore, il pittore lombardo Filippo Comerio (1747- 1827), attivo a Faenza presso la Fabbrica Ferniani dal 1776 al 1781 (1). Qui il pittore manifesta la sua inconfondibile maniera in due scenette dipinte sul coperchio, confermandosi interprete geniale del gusto arcadico, tradotto con freschezza di tocco e sobrietà cromatica: scenette animate da caratteristiche “macchiette” disegnate in bruno e con campiture in verde liquescente, di tenerezza acquosa, che il bianco di fondo rende in molti punti trasparente e luminoso. Inoltre, assolutamente originale di quest’opera è la voluta della presa, slanciata come un’onda verticale, arricchita alla base da elementi floreali plastici, in cui spiccano rose naturalistiche di color rosso porpora, ripresi anche sulle pareti esterne della conca: gli stessi che la fabbrica applicava come eleganti elementi accessori, in altre forme “chiuse”, specie nelle prese delle zuppiere
NOTA:
1 RAVANELLI GUIDOTTI C., La Fabbrica Ferniani Ceramiche faentine dal barocco all’ eclettismo, Milano 2009, pp. 259 e s.
BIBLIOGRAFIA:
RAVANELLI GUIDOTTI C., La Fabbrica Ferniani Ceramiche faentine dal barocco all’ eclettismo, Milano 2009, p. 260, fig. 3
Asta Live 1109
Maioliche, Porcellane e un Vetro Veneziano
mer 15 Aprile 2026
Genova
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