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Piatto
Faenza, fine XV- inizio XVI secolo
€ 1.200,00 / 1.800,00
Stima
Conversione Valute
Descrizione
Piatto Faenza, fine XV- inizio XVI secolo
Maiolica. Diametro cm 19,6. Conservazione: ottima; piccole sbeccature al bordo
Piatto con ampia parete svasata, basso umbone centrale e piede ad anello appena accennato. Al centro, all’interno di un medaglione circolare, campeggia la simbologia amorosa del “cuore che arde”. Il cuore è fiorito e avvolto da fiamme, e poggia su un pavimento a quadri in bianco e nero; attorno, sulla restante superficie, si dispongono della fasce concentriche che ospitano motivi geometrici (quadretti, triangoli, rombi tagliarti in croce, perle e smerlatura). Sul verso sono tracciate filettature concentriche in blu e bruno manganese (motivo “a calza”). Dipinto in arancione, blu, bruno e giallo
L’opera è una pregevole versione della produzione rinascimentale di Faenza detta “vasellame d’amore”, la cui simbologia si lega alle tappe salienti della vicenda amorosa: fidanzamento, nozze e maternità. Inoltre, in tema di simbologie amorose quella del cuore assume notevole rilevanza per la sua ambivalenza sacra e profana. Al cuore dall’ultimo quarto del Quattrocento viene dato ampio risalto nel repertorio del pavimento della cappella Vaselli in San Petronio a Bologna del 1487, nel quale è affrontato con straordinaria inventiva, così come nel vasellame faentino coevo (1). Nella platea petroniana infatti il cuore manifesta tutti gli stati d’animo che provoca l’amore: sanguina perché ferito o trafitto, oppure vola in quanto dotato di ali, ma può anche ardere, proprio come nel caso in esame, con realistica raffigurazione delle fiamme e a volte delle fascine che alimentano il calore, sempre con una comunicazione simbolica e allegorica in un complesso giuoco di rimandi allusivi impliciti nel genere
NOTA:
1 RAVANELLI GUIDOTTI C., Delle gentili donne di Faenza Studio del “ritratto” sulla ceramica faentina del Rinascimento, Ferrara, 2000, pp. 345 e s.
Piatto con ampia parete svasata, basso umbone centrale e piede ad anello appena accennato. Al centro, all’interno di un medaglione circolare, campeggia la simbologia amorosa del “cuore che arde”. Il cuore è fiorito e avvolto da fiamme, e poggia su un pavimento a quadri in bianco e nero; attorno, sulla restante superficie, si dispongono della fasce concentriche che ospitano motivi geometrici (quadretti, triangoli, rombi tagliarti in croce, perle e smerlatura). Sul verso sono tracciate filettature concentriche in blu e bruno manganese (motivo “a calza”). Dipinto in arancione, blu, bruno e giallo
L’opera è una pregevole versione della produzione rinascimentale di Faenza detta “vasellame d’amore”, la cui simbologia si lega alle tappe salienti della vicenda amorosa: fidanzamento, nozze e maternità. Inoltre, in tema di simbologie amorose quella del cuore assume notevole rilevanza per la sua ambivalenza sacra e profana. Al cuore dall’ultimo quarto del Quattrocento viene dato ampio risalto nel repertorio del pavimento della cappella Vaselli in San Petronio a Bologna del 1487, nel quale è affrontato con straordinaria inventiva, così come nel vasellame faentino coevo (1). Nella platea petroniana infatti il cuore manifesta tutti gli stati d’animo che provoca l’amore: sanguina perché ferito o trafitto, oppure vola in quanto dotato di ali, ma può anche ardere, proprio come nel caso in esame, con realistica raffigurazione delle fiamme e a volte delle fascine che alimentano il calore, sempre con una comunicazione simbolica e allegorica in un complesso giuoco di rimandi allusivi impliciti nel genere
NOTA:
1 RAVANELLI GUIDOTTI C., Delle gentili donne di Faenza Studio del “ritratto” sulla ceramica faentina del Rinascimento, Ferrara, 2000, pp. 345 e s.
Asta Live 1109
Maioliche, Porcellane e un Vetro Veneziano
mer 15 Aprile 2026
Genova
TORNATA UNICA 15/04/2026 Ore 10:00
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