3
Scuola toscana dell'inizio del XV secolo San Bartolomeo e un altro santo
€ 4.000,00 / 5.000,00
Stima
Conversione Valute
Descrizione
Scuola toscana dell'inizio del XV secolo San Bartolomeo e un altro santo
punta d'argento (?) su carta preparata
Largh. 80 - Alt. 180 mm
Largh. 80 - Alt. 180 mm
due disegni
Ulteriori informazioni
I due frammenti sono ritagliati da un unico foglio di carta preparata rossa, e rappresentano una significativa traccia precoce di una tecnica utilizzata molto di frequente dalla seconda metà del secolo in poi.
Il disegno è condotto con un ductus sicuro e raffinato, con un'ombreggiatura, sul lato sinistro di entrambe le figure, costruita da sottili linee oblique parallele, tracciate da sinistra, verso il basso. Il caratteristico hanchement e le linee falcate e goticheggianti dei panneggi suggeriscono una cronologia entro la prima metà del XV secolo; non è impossibile che i due Santi facessero parte di qualche serie, forse di studi per i laterali di un polittico, oppure, in alternativa, pensata forse per essere offerta a qualche scultore impegnato nella realizzazione di un gruppo di statue per un complesso architettonico. Un parallelo, in questo senso, potrebbe essere quello con le figure di Apostoli attribuiti a Michelino da Besozzo al Louvre (inv. 9833 A, B, C, D), in cui i protagonisti, come nei due frammenti qui esposti, sono disegnati sul supporto come figure isolate, senza piano d'appoggio né notazioni ambientali.
Non è semplice, individuatane la generica matrice italiana del ductus e del tratteggio, circoscrivere ulteriormente l'ambito, data l'appartenenza a un'epoca così codificata come quella del gotico internazionale e vista anche la rarità di pezzi di questo tipo, che rende problematica qualsiasi ricerca di riscontri. Anche l'attitudine degli stessi artisti dell'epoca a crearsi dei propri repertori di lavoro, spesso copiando da dipinti e disegni dei colleghi, non aiuta a orientarsi ulteriormente.
In generale, sembra mancare la morbidezza di chiaroscuro e modellato che connota quel che resta della grafica lombarda del tardo gotico; il tratteggio asciutto potrebbe suggerire una pista di ricerca in direzione toscana, se si pensa, tra i rarissimi disegni di quest’epoca (e senza avventurarsi in alcun tipo di attribuzione), alla tecnica con cui è eseguito il foglio con la copia della “Navicella di Giotto” di Parri Spinelli al Metropolitan Museum di New York (ca. 1420; inv. 19.76.2), che pure mostra caratteri di stile più espressivi e nervosi. Difficile anche operare paragoni con l'unico disegno a penna noto del padre di quest'ultimo, Spinello Aretino, con uno studio per uno degli affreschi delle “Storie di Alessandro VII” al Palazzo Pubblico di Siena (New York, Morgan Library, inv. 1, 1a). I panneggi ampi ed espansi in larghezza, diversi dalle forme e dai ritmi più allungati degli artisti di scuola lombarda o veronese (da Giovannino de’Grassi, allo stesso Michelino da Besozzo, a Pisanello, al Maestro Paroto; tanto per citare i nomi noti e più illustri) possono anche far pensare a qualcosa di simile alla pittura di Starnina o di Niccolò di Pietro Gerini, oppure, spostandosi in ambito aretino, di Lorenzo di Bicci o di Bicci di Lorenzo; e spingono forse a cercare l'autore dei due frammenti in area centroitaliana; anche se il continuo interscambio di opere e artisti di aree diverse rende arduo qualsiasi ulteriore tentativo di attribuzione.
Il disegno è condotto con un ductus sicuro e raffinato, con un'ombreggiatura, sul lato sinistro di entrambe le figure, costruita da sottili linee oblique parallele, tracciate da sinistra, verso il basso. Il caratteristico hanchement e le linee falcate e goticheggianti dei panneggi suggeriscono una cronologia entro la prima metà del XV secolo; non è impossibile che i due Santi facessero parte di qualche serie, forse di studi per i laterali di un polittico, oppure, in alternativa, pensata forse per essere offerta a qualche scultore impegnato nella realizzazione di un gruppo di statue per un complesso architettonico. Un parallelo, in questo senso, potrebbe essere quello con le figure di Apostoli attribuiti a Michelino da Besozzo al Louvre (inv. 9833 A, B, C, D), in cui i protagonisti, come nei due frammenti qui esposti, sono disegnati sul supporto come figure isolate, senza piano d'appoggio né notazioni ambientali.
Non è semplice, individuatane la generica matrice italiana del ductus e del tratteggio, circoscrivere ulteriormente l'ambito, data l'appartenenza a un'epoca così codificata come quella del gotico internazionale e vista anche la rarità di pezzi di questo tipo, che rende problematica qualsiasi ricerca di riscontri. Anche l'attitudine degli stessi artisti dell'epoca a crearsi dei propri repertori di lavoro, spesso copiando da dipinti e disegni dei colleghi, non aiuta a orientarsi ulteriormente.
In generale, sembra mancare la morbidezza di chiaroscuro e modellato che connota quel che resta della grafica lombarda del tardo gotico; il tratteggio asciutto potrebbe suggerire una pista di ricerca in direzione toscana, se si pensa, tra i rarissimi disegni di quest’epoca (e senza avventurarsi in alcun tipo di attribuzione), alla tecnica con cui è eseguito il foglio con la copia della “Navicella di Giotto” di Parri Spinelli al Metropolitan Museum di New York (ca. 1420; inv. 19.76.2), che pure mostra caratteri di stile più espressivi e nervosi. Difficile anche operare paragoni con l'unico disegno a penna noto del padre di quest'ultimo, Spinello Aretino, con uno studio per uno degli affreschi delle “Storie di Alessandro VII” al Palazzo Pubblico di Siena (New York, Morgan Library, inv. 1, 1a). I panneggi ampi ed espansi in larghezza, diversi dalle forme e dai ritmi più allungati degli artisti di scuola lombarda o veronese (da Giovannino de’Grassi, allo stesso Michelino da Besozzo, a Pisanello, al Maestro Paroto; tanto per citare i nomi noti e più illustri) possono anche far pensare a qualcosa di simile alla pittura di Starnina o di Niccolò di Pietro Gerini, oppure, spostandosi in ambito aretino, di Lorenzo di Bicci o di Bicci di Lorenzo; e spingono forse a cercare l'autore dei due frammenti in area centroitaliana; anche se il continuo interscambio di opere e artisti di aree diverse rende arduo qualsiasi ulteriore tentativo di attribuzione.
Bibliografia
Bibliografia di riferimento:
P. Toesca, La pittura e la miniatura nella Lombardia dai più antichi monumenti fino alla metà del Quattrocento, Milano, 1912, p. 443 e pp. 424-425; S. Weppelman, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze, 2011, pp. 323-324
P. Toesca, La pittura e la miniatura nella Lombardia dai più antichi monumenti fino alla metà del Quattrocento, Milano, 1912, p. 443 e pp. 424-425; S. Weppelman, Spinello Aretino e la pittura del Trecento in Toscana, Firenze, 2011, pp. 323-324
Asta Live 1115
Disegni e Dipinti Antichi - I
gio 11 Dicembre 2025
Genova
TORNATA UNICA 11/12/2025 Ore 10:00
Nelle schede descrittive non è sempre indicato lo stato di conservazione dei beni, invitiamo a richiedere sempre il condition report prima di effettuare le proprie offerte
Nuovi lotti attualmente in asta