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Vergine in trono con Bambino
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Descrizione
Vergine in trono con Bambino
matita nera, penna, inchiostro bruno, biacca e acquerello su carta preparata marroncina
Largh. 135 - Alt. 188 mm
Largh. 135 - Alt. 188 mm
Provenienza
Christie’s, Italian Drawings from the Robert Landolt Collection, Londra, 8/12/2020, lotto n. 9
Autentica
Expertise Prof. M. Pavesi
Ulteriori informazioni
L'opera si trova in regime di Temporanea Importazione storico-artistica e doganale.
Gli oneri dell'importazione definitiva saranno a carico dell'acquirente.
“(…) Come attesta l’ultimo catalogo di vendita (Christie’s, Londra, 8 dicembre 2020, la storia materiale del foglio è tracciabile fino alla proprietà del collezionista (nonché incisore e pittore dilettante) John Skippe (1742-1811), che lo conservava presso la villa di sua proprietà a Ledbury, nelle Midland
occidentali inglesi. La raccolta d’arte grafica di Skippe comprendeva alcuni pezzi di notevole importanza e qualità, da un nucleo di fogli oggi al British Museum (con disegni di Lotto, Peruzzi, Perino del Vaga, Polidoro da Caravaggio) e altri al museo universitario di Harward e alla National Gallery of Art di Washington (disegni di scuola mantegnesca, di Leandro Bassano, Giulio Cesare Procaccini). Molti disegni di Skippe furono venduti da un discendente, Edward Holland- Martin, sempre attraverso Christie’s, a Londra, il 20-21 novembre 1958; in quell’occasione, il foglio qui esposto (lotto
n. 248) passò al mercante John Calmann, che lo cedette al medico e collezionista svizzero Robert Landolt (1913-2008).
Alcuni anni dopo la morte di quest'ultimo, la sua notevole raccolta di grafica (che annoverava fogli di Maso Fininguerra, Bassano, Poccetti, Cambiaso, Aurelio Luini, Figino, Morazzone, Claude Lorrain, Giambattista Tiepolo) fu
nuovamente venduta (Christie’s, Londra, dicembre 2020).
Nella scheda dell’ultimo catalogo, non firmata, si proponeva, sulla base di tratti di stile di livello generale («the figure proportions, facial features and archaistic composition»), un’assegnazione dubitativa a «Lombard School, circa 1480-1500» con riferimento ad artisti come Zenale, Butinone e Francesco de Tatti. (…)
Seppure non eccessivamente argomentata, l’assegnazione alla scuola rinascimentale lombarda appare convincente sulla base, soprattutto, di alcune peculiarità tecniche, tra cui la resa degli effetti luminosi a pennellate di biacca, che seguono la sfaccettatura delle superfici e del panneggio creando un caratteristico contrasto con la preparazione della carta e con le parti acquerellate. (…)
Il pittoricismo e la sprezzatura nella costruzione del panneggio, e la quasi febbrile sovrapposizione di tecniche diverse, potrebbero suggerire
ntriganti confronti con la grafica di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino (ca. 1465-1530), del quale si conoscono in effetti alcuni fogli a matite e acquerelli, parzialmente ripassati a penna e poi rialzati, in un modo non molto diverso dal nostro disegno, con lumeggiature a biacca. (…)
L’ipotesi di un’attribuzione a Bramantino, per quanto suggestiva, non può tuttavia essere proposta in modo irrefutabile: aspetti come la morfologia angolosa del panneggio, ad esempio, sono comuni anche ad altri artisti
lombardi, tra cui Butinone e Zenale, che furono sicuramente in rapporto con il Suardi e la cui produzione grafica è andata in gran parte perduta, togliendo quindi ogni possibilità di riscontro. (…)”
Gli oneri dell'importazione definitiva saranno a carico dell'acquirente.
“(…) Come attesta l’ultimo catalogo di vendita (Christie’s, Londra, 8 dicembre 2020, la storia materiale del foglio è tracciabile fino alla proprietà del collezionista (nonché incisore e pittore dilettante) John Skippe (1742-1811), che lo conservava presso la villa di sua proprietà a Ledbury, nelle Midland
occidentali inglesi. La raccolta d’arte grafica di Skippe comprendeva alcuni pezzi di notevole importanza e qualità, da un nucleo di fogli oggi al British Museum (con disegni di Lotto, Peruzzi, Perino del Vaga, Polidoro da Caravaggio) e altri al museo universitario di Harward e alla National Gallery of Art di Washington (disegni di scuola mantegnesca, di Leandro Bassano, Giulio Cesare Procaccini). Molti disegni di Skippe furono venduti da un discendente, Edward Holland- Martin, sempre attraverso Christie’s, a Londra, il 20-21 novembre 1958; in quell’occasione, il foglio qui esposto (lotto
n. 248) passò al mercante John Calmann, che lo cedette al medico e collezionista svizzero Robert Landolt (1913-2008).
Alcuni anni dopo la morte di quest'ultimo, la sua notevole raccolta di grafica (che annoverava fogli di Maso Fininguerra, Bassano, Poccetti, Cambiaso, Aurelio Luini, Figino, Morazzone, Claude Lorrain, Giambattista Tiepolo) fu
nuovamente venduta (Christie’s, Londra, dicembre 2020).
Nella scheda dell’ultimo catalogo, non firmata, si proponeva, sulla base di tratti di stile di livello generale («the figure proportions, facial features and archaistic composition»), un’assegnazione dubitativa a «Lombard School, circa 1480-1500» con riferimento ad artisti come Zenale, Butinone e Francesco de Tatti. (…)
Seppure non eccessivamente argomentata, l’assegnazione alla scuola rinascimentale lombarda appare convincente sulla base, soprattutto, di alcune peculiarità tecniche, tra cui la resa degli effetti luminosi a pennellate di biacca, che seguono la sfaccettatura delle superfici e del panneggio creando un caratteristico contrasto con la preparazione della carta e con le parti acquerellate. (…)
Il pittoricismo e la sprezzatura nella costruzione del panneggio, e la quasi febbrile sovrapposizione di tecniche diverse, potrebbero suggerire
ntriganti confronti con la grafica di Bartolomeo Suardi detto il Bramantino (ca. 1465-1530), del quale si conoscono in effetti alcuni fogli a matite e acquerelli, parzialmente ripassati a penna e poi rialzati, in un modo non molto diverso dal nostro disegno, con lumeggiature a biacca. (…)
L’ipotesi di un’attribuzione a Bramantino, per quanto suggestiva, non può tuttavia essere proposta in modo irrefutabile: aspetti come la morfologia angolosa del panneggio, ad esempio, sono comuni anche ad altri artisti
lombardi, tra cui Butinone e Zenale, che furono sicuramente in rapporto con il Suardi e la cui produzione grafica è andata in gran parte perduta, togliendo quindi ogni possibilità di riscontro. (…)”
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