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Tavolino a vela. Attribuito a Luigi Falcini (1794-1861) e Angiolo Falcini (1801-1850). Firenze, prima metà XIX secolo

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Descrizione

Tavolino a vela. Attribuito a Luigi Falcini (1794-1861) e Angiolo Falcini (1801-1850). Firenze, prima metà XIX secolo

Cm 73X56X58
Piano ribaltabile lastronato in palissandro, filettato e intarsiato in bois de rose, legno tinto, avorio, madreperla e legni vari, riccamente decorato con tripla bordura di ghirlanda floreale e girali fogliate che incorniciano due volatili su un tralcio di vite entro riserva ebanizzata. Gamba a balaustro, piedi mossi terminanti a ricciolo. Sul sostegno centrale campeggia intarsio con giglio di Firenze.
Ulteriori informazioni
L'opera è corredata da Certificazione Commerciale Comunitaria per l’avorio (Certificato CITES) e potrebbe esser soggetto a restrizioni di importazione ed esportazione a seguito della regolamentazione CITES di alcuni paesi extra UE.

L’attribuzione ai fratelli Falcini e alla pregiata produzione ebanistica della loro bottega, trova riscontro innanzitutto nella tipologia stessa del mobile, ovvero un tavolo di piccole dimensioni con meccanismo a vela, in secondo luogo nella varietà e qualità del decoro, composto di un fitto ma ordinato intarsio floreale, caratterizzato da un’assoluta precisione nel taglio e nell’accostamento dei vari materiali. La scelta dei materiali, diverse tipologie di legni chiari, avorio e madreperla su fondo scuro, così come l'apparato decorativo, per lo più vasi e mazzi di fiori animati da volatili e incorniciati da gremite composizioni floreali e fasce modanate, sono la sigla stilistica della produzione dei Falcini e della bottega.
L'attività di quest'ultima, dedicata principalmente alla produzione di piani di tavolo, è documentata dagli anni '30 dell'Ottocento fino al 1880 circa, come principale fabbricante di manufatti intarsiati, commissionati dalla famiglia granducale toscana e delle più nobili famiglie fiorentine. Arredi quali tavoli e cassettoni, in particolare, erano il risultato di una scelta accurata dei legni in base alle diverse tonalità di colore e, laddove non fossero bastate le essenze naturali, si sarebbe potuto ricorrere a mezzi chimici per tingere i legni nelle gradazioni desiderate, come nel caso del nostro tavolino a vela, per mezzo di una tecnica messa a punto proprio dai Falcini.
Con gli arredi attribuiti in modo certo alla bottega fiorentina, il nostro tavolino condivide gli elementi stilistici e costruttivi sopra citati e, in particolare con un tavolino a vela pubblicato in "Arredi dell'Ottocento, Il mobile borghese in Italia", condivide l’inserimento, al centro del piano, di due volatili su un tralcio di vite, identici ma disposti in modo speculare.



Bibliografia
Simone Chiarugi, Botteghe di Mobilieri in Toscana 1780-1900, S.P.E.S., Firenze, 1994, vol. II;
A.A. V.V., Arredi dell'Ottocento. Il mobile borghese in Italia, Artioli, Modena, 2002, p. 176.
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