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Anima gentile, 1912

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Stima
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Descrizione
scultura in marmo ed oro
Largh. 33 - Alt. 38 cm
dimensioni della base: cm 123,5 x 38,5 x 38,5
firmato al retro
Provenienza
Collezione privata, Milano
Autentica
Si ringrazia la Professoressa Paola Mola per le informazioni gentilmente fornite.
Ulteriori informazioni
"La conoscenza già nel 1899 di Welti, il più gotico degli allievi di Böklin, dovette poi sortire conseguenze tutt'altro che trascurabili per lo sviluppo della sua ideologia dell'arte come raffinatissimo mestiere e dell'artista come superiore artigiano; si aggiunga la particolare predisposizione dello scultore a recepire le sollecitazioni espressioniste che gli venivano dalla tradizione gotica e dalle più recenti declinazioni delle correnti tedesche e nordiche contemporanee (da Munch a Minne, al versante slavo di Mestrovié) in forza delle sue precedenti e originarie predilezioni per l'ellenismo e il manierismo, vale a dire per la faccia espressionista del classicismo, e anche, come vedremo per tutto il versante "antifiorentino”, gotico e nordico del Rinascimento italiano."
L'opera è la versione singola e autonoma del capolavoro "Carattere fiero - Anima gentile", che rappresenta le qualità ideali del carattere. L'homo eticus, che ha compiuto tutto il percorso sapienziale indicato dalla Irilogia, unisce in sé la nobile delicatezza dell'anima, cioè della parte femminile dell'io, e l'orgoglio risoluto dell'animus, della parte maschile. La scultura, così, adombra anche l'intuizione di una dimensione androgina dell'essere umano, simboleggiata dai due volti antitetici, legati fra loro indissolubilmente. Di ascendenza simbolista (pensiamo alle sculture policrome di Klinger, ad esempio) è anche l'accostamento del marmo e dell'oro, la cui luce contrasta col nero profondo degli occhi vuoti.
(da "Adolfo Wildt e i suoi allievi. Fontana, Melotti, Broggini e gli altri a cura di Elena Pontiggia")
Bibliografia
Adolfo Wildt e i suoi allievi. Fontana, Melotti, Broggini e gli altri a cura di Elena Pontiggia, Skira, Milano, 2000, pp. 55 e 174
Mostre individuali dei pittori Ambrogio Alciati, Giuseppe Biasi, Aroldo Bonzagni, Guido Cinotti e dello scultore Adolfo Wildt, Galleria Pesaro, Milano, 1919, n. 197, p. 20
Adolfo Wildt. Ein italienischer bildhauer des symbolismus a cura di Wolbert, Mola e Scheiwiller, Druck-und Verlagsgesellschaft, Darmstadt, 1990, pp. 62-63
La scultura italiana del XX secolo, Yokohama Museum of Art, 2001, pp. 30-31
Esposizioni
Mostre individuali dei pittori Ambrogio Alciati, Giuseppe Biasi, Aroldo Bonzagni, Guido Cinotti e dello scultore Adolfo Wildt, Galleria Pesaro, Milano, 1919
XIII Biennale Venezia, 1922 (n. 20, p. 71)
Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes, Parigi, 1925, tav. 28
La scultura italiana del XX secolo, Yokohama Museum of Art, 2001
Adolfo Wildt. Ein italienischer bildhauer des symbolismus, Mathildenhöhe, Darmstadt, 25 marzo - 17 giugno 1990
Asta Live 1157

Arte Moderna e Contemporanea - II

mer 1 Luglio 2026
Milano
TORNATA UNICA 01/07/2026 Ore 16:00
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