Seguendo un percorso cronologico attraverso i principali momenti dell'arte del Novecento, il catalogo si apre con Anima Gentile di Adolfo Wildt, raffinata scultura in marmo e oro realizzata nel 1912. Mai apparsa sul mercato prima d'ora, questa rara opera testimonia la straordinaria capacità dello scultore milanese di coniugare il rigore della tradizione classica con suggestioni simboliste ed espressioniste. La superficie levigata e la forte tensione spirituale della composizione restituiscono pienamente la poetica di uno dei più originali interpreti della scultura europea del primo Novecento. L'opera è stimata 150.000-250.000 euro.

Del 1931 è invece la delicata Madonna di Cagnaccio di San Pietro, un olio su tavoletta che evidenzia la maestria tecnica e l'intensità espressiva dell'artista. Attraverso una pittura nitida e rigorosa, l'opera rivela quella profonda sensibilità psicologica che ha reso Cagnaccio una delle figure più affascinanti del Realismo Magico italiano. La stima è di 25.000-30.000 euro.

Sempre al 1931 risale Verhalten di Vasilij Kandinskij, acquarello, gouache e china su carta siglato e datato. Il lavoro vanta una provenienza di assoluto prestigio, come attestano le etichette della mostra "Wassily Kandinsky. Aquarelle und Zeichnungen" presso la Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf e della celebre collezione di David Rockefeller di New York. L'opera, esemplare della maturità creativa del maestro dell'astrattismo, è proposta con una stima di 120.000-180.000 euro.

Tra i lotti di maggiore interesse storico figura il Ritratto equestre del Duce di Antonio Donghi, olio su tela realizzato nel 1937 per il Premio di Sanremo del 1938. L'opera rappresenta una significativa testimonianza della cultura figurativa italiana dell'epoca e presenta una vicenda particolarmente interessante: il dipinto venne infatti modificato successivamente dallo stesso Donghi, che eliminò il saluto romano originariamente presente nella composizione. La qualità pittorica e la documentata storia dell'opera ne accrescono il valore storico. La stima è di 80.000-120.000 euro.

Il percorso prosegue con una raffinata Amalassunta fondo blu di Osvaldo Licini, realizzata nel 1949. Proveniente dalla Galleria Lorenzelli di Bergamo e successivamente dalla collezione di Vanni Scheiwiller, l'opera appartiene a una delle serie più iconiche dell'artista marchigiano, nella quale lirismo, astrazione e immaginazione poetica si fondono in una sintesi unica. La stima è di 50.000-70.000 euro.

Di particolare rilievo è anche il Senza titolo di Wifredo Lam, dipinto nel 1951. Proveniente da una collezione privata milanese e mai apparso sul mercato, il lavoro rappresenta una rara occasione per i collezionisti. In esso convivono le suggestioni surrealiste e le radici culturali afro-caraibiche che hanno reso Lam una delle personalità più originali dell'arte del Novecento. L'opera è stimata 90.000-120.000 euro.

Tra i protagonisti dell'Informale italiano spicca un importante Senza Titolo del 1958 di Tancredi Parmeggiani, olio su tela di grandi dimensioni pubblicato nel catalogo generale dell'artista. Realizzato in uno dei momenti più felici della sua ricerca, il dipinto esprime tutta l'energia gestuale e la libertà compositiva che hanno consacrato l’artista come una delle figure più innovative della pittura italiana del dopoguerra. La stima è di 100.000-150.000 euro.

Di grande interesse è inoltre Fleur Violette di Max Ernst, olio su tela del 1963 pubblicato nel catalogo generale dell'artista e corredato dall'etichetta della storica Galleria Iolas di Milano. L'opera, caratterizzata dalla raffinata immaginazione visionaria tipica del maestro surrealista, è proposta con una stima di 100.000-150.000 euro.

Accanto ai dipinti, il catalogo presenta una rara cornice in terracotta smaltata dipinta di Lucio Fontana, testimonianza della versatilità creativa dell'artista e della sua straordinaria abilità scultorea. L'opera, che rivela un aspetto meno noto ma estremamente affascinante della sua produzione, è stimata 80.000-120.000 euro.

Completa la selezione, un significativo nucleo dedicato ai maestri del primo Novecento e di opere di alcuni dei maggiori protagonisti dell'arte italiana del secondo Novecento, tra cui Arnaldo Pomodoro, Alighiero Boetti, Ettore Spalletti e Nicola De Maria, affiancati da significative presenze della scena contemporanea come Matteo Pugliese, Gianfranco Meggiato, Gilberto Zorio e Paola Greggio.



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