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Chiave rinascimentale veneziana in ferro forgiato
Descrizione
Chiave rinascimentale veneziana in ferro forgiato
Alt. cm 15,5
testa circolare ripartita in quattro settori contenenti cerchi a lamelle con X centrali e due ricci alla base, corona superiore a disegno con trifoglio sulla sommità, vera botte esagonale fra anelli, fusto vuoto a due esagoni inversi con centratore interno, mappa a sei ranghi speculari a greca con denti esterni uniti frontalmente
Ulteriori informazioni
Tra il XV secolo e la prima metà del XVI secolo, rispetto ai modelli francesi ed europei, la chiave italiana mantenne maggiore naturalezza e semplicità.
In ambito italiano, e in particolare a Venezia, comparvero le prime impugnature "a rosone": l’ideazione di questo modello è attribuita agli artigiani veneziani che verso la fine del XV secolo avrebbero interpretato in forma originale un’impugnatura impiegata nelle chiavi di produzione francese del secolo precedente, desunta dai rosoni delle cattedrali gotiche. L’emblematico disegno delle impugnature "a rosone" verrà variamente declinato con risultati a volte di notevole effetto decorativo.
Tra gli elementi caratteristici vi sono: l’impugnatura, che ha un traforo riquadrato da una cornice di forma ellittica o circolare, il piccagnolo, che diventa sempre più esuberante fino ad assumere l’aspetto di una corona o di una torricella, la canna ben sviluppata e trilobata nei pezzi di maggior pregio, infine l’ingegno molto elaborato per i numerosi tagli disposti a labirinto, talvolta con bordo laterale a pettine.
Qualificandosi fra gli esempi più raffinati ed eleganti della produzione italiana, le chiavi a "rosone" saranno spesso eseguite da grandi artigiani come prove di bravura.
La fortuna di questi modelli è dimostrata sia dalle imitazioni in altre regioni come Lombardia, Toscana, Emilia, nella penisola iberica e in alcuni paesi del nord Europa, sia dalla durata della loro produzione, che va dalla metà del XV secolo sino a epoche recenti.
In ambito italiano, e in particolare a Venezia, comparvero le prime impugnature "a rosone": l’ideazione di questo modello è attribuita agli artigiani veneziani che verso la fine del XV secolo avrebbero interpretato in forma originale un’impugnatura impiegata nelle chiavi di produzione francese del secolo precedente, desunta dai rosoni delle cattedrali gotiche. L’emblematico disegno delle impugnature "a rosone" verrà variamente declinato con risultati a volte di notevole effetto decorativo.
Tra gli elementi caratteristici vi sono: l’impugnatura, che ha un traforo riquadrato da una cornice di forma ellittica o circolare, il piccagnolo, che diventa sempre più esuberante fino ad assumere l’aspetto di una corona o di una torricella, la canna ben sviluppata e trilobata nei pezzi di maggior pregio, infine l’ingegno molto elaborato per i numerosi tagli disposti a labirinto, talvolta con bordo laterale a pettine.
Qualificandosi fra gli esempi più raffinati ed eleganti della produzione italiana, le chiavi a "rosone" saranno spesso eseguite da grandi artigiani come prove di bravura.
La fortuna di questi modelli è dimostrata sia dalle imitazioni in altre regioni come Lombardia, Toscana, Emilia, nella penisola iberica e in alcuni paesi del nord Europa, sia dalla durata della loro produzione, che va dalla metà del XV secolo sino a epoche recenti.
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gio 26 Marzo 2026
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TORNATA UNICA 26/03/2026 Ore 15:00
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