Nella prima sezione di carattere storico, emerge un raro album di tela ricamata comprendente circa 40 fotografie di Sanshichiro Yamamoto scattate tra il 1890 e il 1910 con soggetti raffiguranti paesaggi e scene di vita sociale del Giappone e della Cina di fine secolo.
Tra i lotti di maggior rilievo spicca la raffinata immagine di Horst P. Horst, Lisa Fonssagrives-Penn with Turban, Vogue del 1940, stampata nel 1987, una preziosa gelatina ai sali d’argento firmata dal fotografo e proveniente dalla storica casa editrice milanese Idea Books.
Al fascino senza tempo della fotografia di moda si affianca l’elegante ritratto di Audrey Hepburn scattato da Gian Paolo Barbieri a Roma nel 1969, presentato in una edizione numerata di soli dieci esemplari, stampata nel 1993 quando l’artista cominciò la collaborazione con la Photology Gallery di Milano.
Il percorso prosegue con alcuni dei più celebri ritratti del Novecento. Tra questi, il potente Ernest Hemingway di Yousuf Karsh, proveniente dalla galleria newyorkese Lumina Fine Photography & Art, testimonianza esemplare della capacità del fotografo canadese di cogliere la personalità dei suoi soggetti.
Di straordinaria importanza storica è la fotografia La Tondue de Chartres di Robert Capa, scattata il 16 Agosto del 1944, immagine simbolo dell’epurazione dei collaboratori degli occupanti nazisti da parte della Resistenza durante la Liberazione francese. La donna dal capo rasato, Simone Touseau, che stringe a sé il suo bambino di fronte alla folla ostile, è diventata un simbolo drammatico del reportage di guerra del XX secolo.
La metropoli moderna emerge invece nella visione di Berenice Abbott, presente con l’iconica New York at Night del 1932, una delle immagini che meglio sintetizzano il fascino e il dinamismo della città americana durante il periodo tra le due guerre.
Lo sguardo si sposta poi in Italia grazie ad alcune significative opere vintage di Gianni Berengo Gardin, dedicate alla Venezia dei primi anni Sessanta, testimonianza della straordinaria sensibilità narrativa che ha reso il fotografo uno dei maggiori interpreti della fotografia umanista europea.
Di grande interesse è anche la presenza di Mario Giacomelli con due fotografie appartenenti alla celebre serie Io non ho mani che mi accarezzino il volto, uno dei cicli più noti della fotografia italiana del dopoguerra.
Il catalogo restituisce inoltre l’atmosfera della Milano degli anni Sessanta attraverso Metropolitana in bianco e nero di Carlo Orsi, mentre il dialogo tra fotografia e arte contemporanea trova una sintesi perfetta nel ritratto di Lucio Fontana realizzato da Ugo Mulas nel 1964.
L’opera, accompagnata da certificazione dell’Archivio Ugo Mulas, documenta il rapporto di amicizia e di profonda stima che legava il fotografo all’artista argentino, figura centrale della scena culturale milanese del secondo dopoguerra.
Il catalogo si apre poi a protagonisti della cultura e dell’arte internazionale con il ritratto di Salvador Dalí fotografato da Nino Lo Duca al Museo di Figueres nel 1974, immagine che restituisce tutta la teatralità e il carisma del maestro surrealista.
La contemporaneità è rappresentata da autori di primo piano come Ryan McGinley, presente con le opere Tim With Cigarette e Dash Bombing (un esemplare di quest’ultima è conservato nella collezione del Whitney Museum of American Art di New York City).
Particolarmente significativa è anche la presenza di Albert Watson, tra i più celebri fotografi di moda e ritratto a livello internazionale, con lo scatto Sebastian in Issey Miyake, New York City del 1989 in tiratura limitata di 10 e con una celebre color polaroid print raffigurante Kate Moss nei primi anni Novanta.
Giovanni Gastel, protagonista della fotografia italiana contemporanea, attualmente in mostra con Rewind a Palazzo Citterio, emerge nel catalogo con l’accattivante fotografia Glamour, Alejandra Alonso, opera precedentemente esposta in My Beautiful Ladies presso la Galleria Forni di Bologna e accompagnata da certificato firmato dall’autore.
A chiudere idealmente il percorso sono due opere di Peter Beard, realizzate nel 1997 utilizzando prove di stampa, collage e interventi manuali per il volume Oltre la fine del mondo, pubblicato in occasione della mostra ospitata nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano.
Proveniente direttamente dallo studio dell’artista, l’opera rappresenta un raro esempio del linguaggio multidisciplinare che ha reso Beard una delle figure più originali della scena artistica internazionale.