Il catalogo attraversa decenni di progettazione, mettendo in dialogo pezzi storici, provenienze significative e oggetti divenuti espressione di un preciso momento della cultura del progetto. Un percorso che restituisce la ricchezza e la varietà del design del Novecento.

Tra i lotti di maggiore rilievo, la scrivania di Gio Ponti del 1950 circa (lotto 58), realizzata da Cesare Cavalleroni su disegno originale per una committenza privata. La struttura e il piano in legno sono impreziositi da dettagli in ottone; accompagnata da certificato di autenticità, l'opera è proposta con una stima di 15.000-20.000 euro.

Risale invece al 1930 circa la seduta di Giuseppe Pagano Pogatschnig e Gino Levi Montalcini (lotto 2), realizzata per le Cartiere Giacomo Bosso, con struttura in legno ebanizzato e buxus e rivestimento in tessuto. Documentata già nel giugno 1930 sulle pagine di Domus e successivamente nel volume Gli ambienti della nuova architettura del 1935, è stimata 10.000-15.000 euro.

Il catalogo comprende inoltre due poltrone modello Auditorium di Carlo Mollino (lotto 51), disegnate nel 1952 per gli arredi della platea dell’Auditorium RAI di Torino. Realizzate con struttura in metallo dorato e ottone e rivestimento in velluto, rappresentano una testimonianza della ricerca di Mollino applicata a uno dei suoi più importanti progetti d'interni. La coppia è proposta con una stima di 6.000-8.000 euro.

Tra gli oggetti da collezione figura anche un servizio da tè e caffè in quattro elementi di Argentieria Sala (lotto 53), databile al 1950 circa, in argento 925 con pomoli in sodalite e maniglie in legno, stimato 4.000-6.000 euro.

La selezione prosegue con il vaso in marmo di Afra e Tobia Scarpa prodotto da Skipper nel 1968 (lotto 181), stimato 2.000-3.000 euro, e con la lampada da tavolo Medusa di Olaf von Bohr per Valenti, anch'essa del 1968 (lotto 191). Con la sua struttura in metallo laccato e la caratteristica presenza scultorea, la lampada è proposta con una stima di 1.500-2.000 euro.

In occasione della Milano Fashion Week, Design Properties si apre inoltre a un dialogo con la moda attraverso la collaborazione tra Cambi Casa d’Aste e Yali per la presentazione della collezione Spring Summer 2027, Collector’s House.

Il progetto nasce da una riflessione condivisa sulla figura del collezionista e sul rapporto personale che si instaura con gli oggetti. Opere, arredi, libri e abiti attraversano il tempo, cambiano contesto e proprietario, accumulando memorie e continuando a generare nuovi racconti. Una visione che avvicina naturalmente l'universo di Yali a quello di Cambi, dove provenienza e storia costituiscono parte integrante dell'identità di ogni oggetto.

La collaborazione prende forma attraverso una selezione di opere e arredi provenienti dal catalogo di Design Properties, che entrano nell'universo di Collector’s House contribuendo alla costruzione di un ambiente vissuto, stratificato e personale. Epoche e linguaggi differenti convivono liberamente, suggerendo un'idea di collezionismo in cui il valore degli oggetti risiede anche nella loro capacità di attraversare il tempo e acquisire nuovi significati.

A tradurre questa visione nello spazio è Joy Herro, che cura l’allestimento della presentazione.



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