Valutazione Rodolfo Aricò
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Biografia
Rodolfo Aricò è stato un artista italiano di rilievo, nato a Milano il 3 giugno 1930 e scomparso nella stessa città il 22 giugno 2002. Formatosi tra il Liceo Artistico di Brera, dove studiò sotto la guida di Guido Ballo, e la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, Aricò unì la sua passione per la pittura a un profondo interesse per l'architettura e la filosofia, in particolare la fenomenologia di Edmund Husserl. La sua carriera artistica iniziò ufficialmente nel 1957 con la prima mostra personale alla Galleria Bergamini di Milano, seguita dall'incontro con il gallerista Carlo Grossetti che nel 1959 lo presentò al Salone Annunciata.
Nel corso degli anni Sessanta, Aricò partecipò a importanti eventi espositivi come la XXXII Biennale di Venezia nel 1964 con il "Trittico dell'Esistenza" e la IX Quadriennale di Roma nel 1965, anno in cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna acquistò una sua opera significativa, "Work in Progress. Le simultanee forme di Delaunay". Nel 1965 lo scrittore Roberto Sanesi dedicò a lui il volume monografico "Reperti: per uno studio sulla pittura di Rodolfo Aricò". La sua ricerca artistica si caratterizzò per l'uso di forme geometriche e per la sperimentazione di una pittura-oggetto, evidenziata nelle mostre personali e collettive, tra cui la Galleria L’Attico di Roma e la Deson-Zacks Gallery di Chicago.
Aricò è riconosciuto per aver innovato il linguaggio pittorico italiano del dopoguerra, integrando elementi architettonici e filosofici nelle sue opere. La sua produzione è stata oggetto di numerose aste, tra cui quelle organizzate da Cambi Casa d'Aste, che ha trattato diverse sue opere, confermando il suo valore nel mercato dell'arte moderna e contemporanea. La sua eredità artistica rimane significativa nel panorama culturale italiano, grazie anche al suo ruolo di docente e scenografo.
Nel corso degli anni Sessanta, Aricò partecipò a importanti eventi espositivi come la XXXII Biennale di Venezia nel 1964 con il "Trittico dell'Esistenza" e la IX Quadriennale di Roma nel 1965, anno in cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna acquistò una sua opera significativa, "Work in Progress. Le simultanee forme di Delaunay". Nel 1965 lo scrittore Roberto Sanesi dedicò a lui il volume monografico "Reperti: per uno studio sulla pittura di Rodolfo Aricò". La sua ricerca artistica si caratterizzò per l'uso di forme geometriche e per la sperimentazione di una pittura-oggetto, evidenziata nelle mostre personali e collettive, tra cui la Galleria L’Attico di Roma e la Deson-Zacks Gallery di Chicago.
Aricò è riconosciuto per aver innovato il linguaggio pittorico italiano del dopoguerra, integrando elementi architettonici e filosofici nelle sue opere. La sua produzione è stata oggetto di numerose aste, tra cui quelle organizzate da Cambi Casa d'Aste, che ha trattato diverse sue opere, confermando il suo valore nel mercato dell'arte moderna e contemporanea. La sua eredità artistica rimane significativa nel panorama culturale italiano, grazie anche al suo ruolo di docente e scenografo.