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Il ritrovamento di Mosè

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Stima
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Descrizione
olio su tela
Largh. 135 - Alt. 180 Cm
Autentica
Expertise Prof. Francesco Frangi
Ulteriori informazioni
“(…) Conservata in buone condizioni, l'opera è stata resa nota un ventina di anni fa da Marco Bona Castellotti (1985) che l'ha assegnata al trevigliese
Giovanni Stefano Montalto e ne ha proposto un datazione successiva al 1650.
Il riferimento attributivo dello studioso risulta ineccepibile e trova ampio conforto sia nelle prerogative di stile del dipinto sia nella particolare individuazione tipologica dei protagonisti, perfettamente in linea con il riconoscibile repertorio del pittore lombardo. Indicazioni eloquenti in tal senso sono fornite, innanzitutto, dalla vigorosa caratterizzazione del personaggio che sostiene il piccolo Mosè, per il quale può valere come utile termine di confronto l'uomo dalle identiche fattezze raffigurato in una posa assolutamente analoga al centro della Moltiplicazione dei pani e dei pesci affrescata dal Montalto nel 1648 nel presbiterio del Duomo di Monza. Mentre per quanto riguarda le delicate fisionomie della figlia del faraone e delle sue ancelle, del tutto pertinente risulta, tra i molti possibili, il riscontro offerto dalle presenze femminili, analogamente floride e sensuali, che popolano la grande tela con Mitridate che fa avvelenare le concubine conservata presso il Palazzo Borromeo all'Isola Madre (P. Tirloni, I Danedi detti Montalto, in I pittori bergamaschi. Il Seicento. III, Bergamo 1985, p.448, n. 39), eseguita da Giovanni Stefano verosimilmente intorno agli anni sessanta del Seicento. (…)”
Bibliografia
M. Bona Castellotti, Pittura lombarda del '600, Milano, 1985, tav. 241
Asta Live 863

Old Masters

mar 27 Giugno 2023
Genova
TORNATA UNICA 27/06/2023 Ore 15:00
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