A due anni dalla morte di Walter Valentini, avvenuta il 20 maggio 2022 a Milano, siamo lieti di omaggiare la sua produzione con un’antologica dedicata ad una parte della sua produzione forse poco conosciuta dai collezionisti, nonostante per l’artista fosse un processo creativo di estrema importanza: l’opera grafica.
Walter Valentini fu, infatti, un maestro riconosciuto internazionalmente nell’utilizzo di tecniche quali, fra le altre, acquaforte, litografia a più colori e calcografia a secco, tecnica nella quale eccelse dando vita a grafiche in cui il disegno resta in rilievo rispetto al piano.
Walter Valentini nasce a Pergola, nelle Marche, nel 1928. Ha modo di studiare grafica, da ex partigiano, presso il Convitto Scuola della Rinascita, prima a Roma e poi a Milano. Fra i suoi insegnanti avrà un altro grande artista, ancora anch’egli sottovalutato, Luigi Veronesi, il quale lo introdurrà al mondo del costruttivismo russo, che per lui sarà di grande ispirazione.
Nei suoi lavori, di immediata riconoscibilità eppur sempre in evoluzione, ciò che stupisce l’osservatore è la capacità di interiorizzare un processo che ad un primo sguardo potrebbe apparire il risultato di una ricerca rigorosa e matematica e della forma, ma che al contrario è l’esternazione del suo mondo interiore ed emotivo. Si tratta di costruzioni architettoniche influenzate non solo dal Costruttivismo Russo, ma anche dalla conoscenza approfondita di Piero Della Francesca e rese innovative dal suo stile unico e intimo, capace di trasmettere una sensazione di incanto e poesia, come se ci trovassimo di fronte ad un’opera metafisica di De Chirico.
Gli archi spezzati, elemento ricorrente nei suoi lavori, omaggio al Palazzo Ducale di Urbino e al concetto rinascimentale di “città ideale”, rappresentano la consapevolezza, così come i suoi cerchi non conclusi, che la perfezione è, appunto, un ideale filosofico a cui l’artista può tendere ma che in concreto non si realizza.
Filosofia, architettura e archeologia si fondono indissolubilmente nella ricerca di Valentini, studi che indagano su spazio, tempo, cosmografia, razionalità e inconscio, lasciando il fruitore finale davanti ad un vero e proprio universo di geometrie e riflessioni.
Tornando alla grafica e all’importanza che essa aveva per l’artista, nulla potrebbe spiegarla meglio che le sue stesse parole, tratte da una conversazione con Luciano Caprile in “Le Architetture dell’anima”, Colophon n.5 (giugno 2000): “È come compiere un rito quando si incide; e rituale è il modo in cui l'opera viene stampata. Rituali sono i gesti che usi toccando la carta; e quando la bagni, quando la depositi sul piano del torchio; ed infine quando essa ti restituisce il segno che in precedenza avevi solo immaginato. Sì, perché tutto ciò che inizialmente tracci sulla superficie della lastra è pensato ma non realizzato. Pensato in negativo per ottenere il positivo […]. Tutto è programmato mentalmente ma tutto poi si rivela quando, dopo la pressione del torchio, il foglio esce schiacciato e pieno di tutte le tue nascoste intenzioni".
Esposizioni e riconoscimenti internazionali
1982 grafica primo premio Biennale Internazionale di Ibiza
1982 – Grafica: primo premio alla biennale internazionale di Listowel;
1983 si aggiudica il “World Print Four” Special Edition Purchase Award di San Francisco (USA)
1984 – Grafica: Grand Prix alla biennale internazionale di Cracovia;
1990 – Installazioni: Greenwich, Connecticut (USA), nell'Ashford Properties;
1990 – Installazioni: Siegburg (Germania), nello Stadtmuseum;
1991 – Installazioni: Aspen, Colorado (USA), nella Harris Concert Hall;
1992 – Libri d'artista: esposizione al MoMA di New York;
1995–1996 – Retrospettiva a Parigi, presso la Galerie Dionne;
1999–2000 – Libri d'artista: mostra itinerante nei musei di Washington, Chicago e Vancouver.