Tra i lotti di maggior rilievo spicca il lotto 12, un vaso (o boccia”) veneziano in maiolica della bottega di mastro Domenego, eseguito tra il 1560 e il 1570, un capolavoro decorato con trofei darmi e strumenti musicali. Questo esempio della ceramica veneziana del Cinquecento evidenzia la maestria della bottega di Domenego, che dominò la produzione locale nella seconda metà del secolo.

Di grande interesse è il lotto 28, un albarello in maiolica di Laterza della fine del XVII secolo, decorato con un raffinato stemma araldico sorretto da due angeli, espressione della tradizione farmaceutica pugliese, seguito dal lotto 29, un piatto sempre in maiolica di Laterza dellultimo ventennio del XVII secolo, caratterizzato da una decorazione in turchino con stemma bipartito e una figura femminile seicentesca, elemento tipico del repertorio di A.A. dAlessandro.

Degno di nota è il lotto 36, un piatto da pompa di Castelli attribuito a Francesco Grue, del 1645 circa, che raffigura lepisodio di Alessandro Magno che copre con la clamide il corpo di Dario. Lopera, ispirata a unincisione di Antonio Tempesta, è vicina a un pezzo conservato al Museo del Louvre, confermando la straordinaria qualità pittorica di questa bottega castellana.

Una rara alzata allegorica, realizzata in maiolica da Francesco Grue tra il 1640 e il 1650,  (lotto 37) vede una gentildonna intenta a specchiarsi, accompagnata da simboli allegorici dei piaceri mondani, in un lussuoso interno architettonico.

Tra gli altri esemplari in asta, si segnala il lotto 40, un grande piatto in maiolica di Carlo Antonio Grue del 1675-1680, decorato con una scena tratta dalla Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, in cui Rinaldo e Armida sono immersi in un ampio paesaggio fiabesco.

Francesco Antonio Saverio Grue  realizza e firma nel 1727 la targa con la scena dellEneide (lotto 45) in cui è raffigurato lincontro tra Mercurio ed Enea. Questopera testimonia la maestria del pittore castellano, attivo con successo a Napoli nella prima metà del Settecento.

Una coppia di tondini di Liborio Grue, realizzati tra il 1730 e il 1740 (lotto 49), raffigurano scene mitologiche ispirate a incisioni fiamminghe. La resa pittorica e lornato delle tese riconducono al repertorio di Carlo Antonio Grue, ma la particolare impronta decorativa suggerisce lattribuzione al figlio Liborio.

Una targa con la decima stazione della Via Crucis, dipinta intorno al 1750 da Berardino o Giacomo Gentili (lotto 51) era elemento di una serie di targhe castellane, simili a quelle che decorano la cappella di Palazzo Doria Pamphili a Roma.

Di grande interesse è il lotto 59, una coppia di piatti a coste” realizzati da Aurelio Grue tra il 1750 e il 1760 a Castelli o Atri. Modellati a stampo, presentano figure femminili allegoriche ispirate a incisioni di Johann Sadeler I e Marteen De Vos, due artisti fiamminghi attivi a Venezia nel tardo Cinquecento. La tesa è decorata da putti alati in monocromia grigia e mazzi fioriti policromi.

Modellato e dipinto intorno al 1660 nella Fabbrica Pescio di Albisola è il monumentale stagnone da farmacia del lotto 71. Questo imponente vaso, decorato con paesaggi orientaleggianti e scene naturalistiche, reca il marchio della prestigiosa manifattura, ed è un esempio eccezionale della produzione dei vasi apotecari seicenteschi liguri.

Il lotto 118, un vaso in maiolica ad anfora biansato della Manifattura Ginori, databile tra il 1873 e il 1895, è decorato con una scena tratta dalle Metamorfosi” di Ovidio; esempio della produzione di maioliche artistiche introdotta da Ginori nella seconda metà dellOttocento.

Un raro set completo di undici Toby-Jugs della fabbrica inglese Wilkinson prodotto tra il 1915 e il 1919, riproduce i comandanti alleati della Prima Guerra Mondiale ed è un insieme realizzato in edizione limitata.

La coppia di jardinières in porcellana della Manifattura Minton del 1869 (lotto 174), è una delle opere di maggiore impatto dell’asta, caratterizzata da cariatidi scolpite e motivi floreali  e ornitologici, esempio di eccellenza della ceramica inglese vittoriana.

In questo raro e accattivante set di scacchi Sea Life” in porcellana di Meissen (lotto 184), realizzato intorno del 1945 circa dal designer Max Esser, le pedine assumono forme di creature marine.


Migliori aggiudicazioni