Tra gli esemplari di maggior pregio spicca un raro arazzo fiammingo dei primi anni del XVIII secolo, raffigurante Narciso e la ninfa, opera di grande formato che testimonia l’eccellenza della manifattura nord-europea.
Di forte rilievo anche l’importante tappeto Ushak dell’Anatolia, databile alla seconda metà del XIX secolo, caratterizzato dal decoro a sezione di palma nel campo rosso: un manufatto concepito per il mercato europeo, presente storicamente in molte dimore nobiliari italiane e in particolare nei palazzi genovesi.
Accanto a esso si distingue un raffinato tappeto Lory Pambak del Caucaso di fine XIX secolo, riconoscibile dal medaglione centrale bianco affiancato da due medaglioni minori con motivo a stella, dal campo rosso essenziale e dall’elegante bordura con pettine e stelle.
Di grande finezza tecnica è il tappeto Ghom in seta, Persia XX secolo, con campo chiaro impreziosito da un medaglione polilobato rosso e blu e firmato dal maestro Herami.
Il catalogo include inoltre un imponente tappeto caucasico Blossom del XVIII secolo, nel quale la struttura compositiva richiama in parte i tappeti a draghi, pur rinunciando alle tradizionali figure animali in favore di grandi ornamenti floreali di influsso persiano. Fiori elaborati, palmette a scudo e ampi decori radiali — i cosiddetti “sunburst” — animano il campo verde scuro, mentre la bordura chiara a motivi floreali ne esalta l’armonia cromatica.
Completa la selezione il singolare tappeto Fiori + Spazio, eseguito in Italia negli anni Ottanta su disegno originale di Giacomo Balla, uno dei protagonisti del Futurismo. Il bozzetto del maestro, risalente agli anni Trenta, si traduce in una composizione dinamica e vibrante, firmata “Futur Balla” lungo il margine inferiore.