La maiolica rappresenta una delle espressioni artistiche più alte e raffinate della cultura rinascimentale italiana, testimonianza dell’incredibile ingegno e sensibilità creativa degli artisti del tempo. Questa stessa forza espressiva è ritrovata nella nostra coppa di Montelupo, eseguita a metà del XVI secolo. Nel recto al centro dell'umbone è dipinta la “Crocifissione” con la Vergine e San Giovanni. Attorno, nella tesa, si dispongono delle partizioni che racchiudono tralci di quercia stilizzati alternati su fondo bianco e blu nel genere cosiddetto “a quartieri”.

Spostandosi poi a Faenza, nel penultimo quarto del XVI secolo, presentiamo un importante coppa con parete modellata a stampo in cui al centro campeggia una figura femminile stante che incede tenendo con la destra un cesto di frutta, probabile allegoria dell’abbondanza o rappresentazione di Pomona, dea romana dei frutti. 

Un’altra coppa, questa volta in vetro incolore, eseguita a Venezia tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo presenta una decorazione a smalti policromi che riproducono due figure mitologiche, probabilmente tritoni o geni acquatici che emergono da un paesaggio fluviale stilizzato. Tale decorazione rivela un linguaggio tardo-gotico rinascimentale con richiami ai repertori figurativi classici tipici della produzione muranese tra il quattrocento e il cinquecento. 

La legumiera faentina dipinta da Filippo Comerio, presso la Fabbrica Ferniani, rappresenta un meraviglioso esempio della vitale bellezza della maiolica settecentesca. 
L’opera presenta una conca rettangolare piuttosto bassa su cui poggia un coperchio con punte a vela e presa a voluta rococò. Sulle quattro pareti esterne si dispongono dei festoni modellati a rilievo, sorretti sul lato lungo da un mascherone leonino. Qui l'artista attivo tra il 1776 e il 1781 manifesta la sua inconfondibile maniera in due scenette dipinte sul coperchio, confermandosi interprete geniale del gusto arcadico tradotto con freschezza di tocco e sobrietà cromatica.

Tra il XVIII e il XIX la porcellana russa visse una straordinaria stagione di sviluppo artistico. Un momento decisivo fu la fondazione della manifattura imperiale a San Pietroburgo di cui abbiamo un riferimento esemplare nel piatto eseguito per lo Zar Paolo I, figlio dell’imperatrice Caterina II e di Pietro III. In questo piatto il monogramma dello Zar è incorniciato da un nastro di foglie di quercia, simbolo di longevità e forza, mentre sulla tesa in oro spicca un luminoso stelo fiorito. Tale slancio propulsivo nella fioritura della porcellana portò anche alla realizzazione di manifatture private come  quella fondata nel 1818 ad Archangeleski, presso Mosca, dal principe Nikolaj Borisovic Jusupov di cui presentiamo sei piatti decorati in policromia eseguiti con eccezionale maestria e raffinatezza, la cui decorazione presenta varie tipologie di rose descritte in oro sul recto e incorniciate da filettature e un nastro oro con uno stelo fogliato. 


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Maioliche e Porcellane Antiche
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Erica Di Caro

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