La varietà delle tipologie presenti costituisce uno degli aspetti più affascinanti dell’asta: manoscritti, sculture, dipinti, arredi, oggetti d’arte, vetri, orologi e suppellettili dialogano tra loro restituendo il senso di un’evoluzione stilistica continua, capace di raccontare il mutare delle forme decorative e del linguaggio artistico nel corso dei secoli.

Ad aprire il percorso sono importanti testimonianze dell’arte medievale e rinascimentale, tra cui il prezioso Libro d’Ore all’uso di Rouen del XV secolo (lotto 4), manoscritto miniato proveniente dalla Francia del Nord o dalle Fiandre, impreziosito da iniziali in oro, miniature e ricche decorazioni che testimoniano l’altissima qualità della produzione libraria tardo medievale.

Tra i nuclei più importanti dell’asta emerge la selezione di sculture e bronzi di età manierista e barocca. Di particolare rilievo è la grande coppia di putti in bronzo del XVII secolo (lotto 10), attribuita a un fonditore romano seguace di Gian Lorenzo Bernini, opere di forte impatto scenografico che riflettono pienamente la teatralità e la tensione dinamica della Roma barocca.

Tra le opere più straordinarie dell’intera vendita emerge il Busto di Costanza Piccolomini Bonarelli (lotto 11), scultura in marmo riferita all’ambito berniniano e probabilmente a Matteo Bonarelli. L’opera costituisce una delle espressioni più affascinanti e rare della cerchia diretta di Gian Lorenzo Bernini e rimanda immediatamente al celebre marmo di Costanza conservato al Museo del Bargello di Firenze e attualmente in mostra alle Gallerie Nazionali di Arte Antica a Palazzo Barberini, nell’esposizione “Bernini e i Barberini”.

La scultura racchiude tutta la modernità e la sensualità del linguaggio berniniano: il volto colto in un’espressione viva e naturale, la chioma leggermente scomposta, le labbra socchiuse e la resa morbida della veste restituiscono un’intensità psicologica straordinariamente moderna per il Seicento. Ancora più suggestiva è la vicenda storica che lega Costanza a Bernini, di cui fu musa e amante, rendendo il busto un’opera di eccezionale interesse artistico e una documentazione diretta di una delle storie più tormentate del Barocco romano.

Proseguendo nel percorso del catalogo, si segnalano le opere in pietre dure e semi-preziose del XVII e XVIII secolo. Tra queste, la coppia di piani in marmo della Galleria dei Lavori Granducale di Firenze (lotto 22). Inseriti su una coppia di consoles in mogano del XIX secolo, i due piani presentano un fondo su cui sono collocati dieci pannelli in marmo rosso profilato di marmo nero e bianco, che racchiudono formelle in commesso di pietre dure e tenere del XVII secolo, raffiguranti volatili, racemi fioriti e vasi con fiori. Di grande eleganza è anche il cofanetto ottagonale con placche in diaspro (lotto 24), opera di ebanisteria del XVIII secolo impreziosita da bronzi dorati.

Merita grande attenzione anche il raffinato gruppo di suppellettili veneziane laccate del XVIII secolo, che restituisce tutta la vivacità decorativa e il gusto ornamentale della tradizione lagunare (dal lotto 44 al lotto 61).

Tra gli oggetti più interessanti in catalogo si distingue un nucleo di arte russa che attraversa diverse tipologie e funzioni, dall’arte devozionale alle manifatture di lusso. Vi rientrano le icone settecentesche e ottocentesche in argento (lotti 96 e 98), espressioni della tradizione sacra ortodossa, accanto a oggetti d’uso come la scatola in oro proveniente da San Pietroburgo, databile alla fine del XIX secolo (lotto 104), e la coppa in oro realizzata nella stessa città e nello stesso periodo (lotto 105). Questi ultimi due manufatti esemplificano il gusto sontuoso e l’elevato livello delle arti applicate alla corte imperiale russa.

Il catalogo dedica inoltre ampio spazio alla pittura antica, con una selezione che attraversa differenti scuole europee. Tra le opere più significative figurano il Paesaggio invernale con pattinatori (lotto 13), delicata scena nordica di fine Seicento, e soprattutto il magnifico Ritratto di dama con fiori di Rosalba Carriera (lotto 34), pastello che restituisce tutta l’eleganza e la grazia della ritrattistica veneziana del Settecento. La morbidezza dell’incarnato, la luminosità dei tessuti e la sensibilità psicologica del volto confermano il ruolo centrale di Rosalba Carriera nella diffusione internazionale della tecnica del pastello presso le grandi corti europee. Di particolare interesse anche la sezione dedicata ai dipinti dell’Ottocento. All’interno di questa, spiccano le opere di Francesco Zerilli (dal lotto 81 al lotto 85), pittore tra i più rappresentativi del vedutismo siciliano della prima metà dell’Ottocento; oltre a notevoli opere di Federico Andreotti (lotto 124) e Eugenio Zampighi (lotto 125).

Con questa seconda edizione della vendita Fine Art Selection, Cambi Casa d’Aste consolida dunque il progetto milanese dedicato all’arte antica, proponendo un catalogo capace di coniugare rigore storico, qualità collezionistica e varietà tipologica.



Migliori aggiudicazioni
Esperti dell'asta

Carlo Peruzzo

Scultura Antica

Lorenzo Bianchini Massoni

Scultura Antica

Pietro Zonza

Scultura Antica
Andrea Conti Turletti Tola

Andrea Conti Turletti Tola

Scultura Antica
Carlo Peruzzo

Carlo Peruzzo

Oggetti d'Arte

Pietro Zonza

Oggetti d'Arte
Matteo Cambi

Matteo Cambi

Orologi d'arredo
Gianni Minozzi

Gianni Minozzi

Dipinti e Disegni Antichi
Martina Minetti

Martina Minetti

Dipinti e Disegni Antichi

Pietro Zonza

Dipinti del XIX-XX Secolo
Carlo Peruzzo

Carlo Peruzzo

Argenti da Collezione

Giovanni Raspini

Argenti da Collezione
Giovanni Raspini

Pietro Zonza

Argenti da Collezione