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Dopo il record del 1° semestre è di nuovo tempo di Arte Orientale

Dopo lo straordinario successo dell’asta di Fine Chinese Works of Art del 23 maggio, in cui è stata venduta per la cifra record di 4.735.000 € la grande e rarissima scultura raffigurante Amitayus realizzata in Mongolia nel terzo quarto del XVII secolo da Zanabazar, la sede milanese di Cambi è pronta ad ospitare l’appuntamento autunnale dedicato all’arte orientale, che vedrà battuti in asta ben 600 lotti.

Giovedì 14 dicembre sarà esitato il catalogo di Chinese Works of Art, una raccolta di opere pensata soprattutto per il pubblico italiano perché ricca di lotti interessanti a prezzi molto vantaggiosi.

Sempre a Palazzo Serbelloni venerdì 15 dicembre andrà invece in scena l’asta relativa al catalogo di Fine Chinese Works of Art che presenta una selezione di pezzi di altissimo livello, pronti ad accendere la competizione e ad essere oggetto di continui rilanci tra buyer nazionali ed internazionali.  
Top lot dell’asta è un grande ed imperiale paravento da tavolo con placca in giada spinacio con innesti in giada gialla e base in legno di zitan (Cina, Dinastia Qing, epoca Qianlong 1736-1795) che parte dalla stima di 80.000-120.000 €.
Tra i lotti più importanti segnaliamo una collezione di bronzi dorati, una selezione di giade e una collezione di oggetti storici provenienti da Torino.
Molto interessanti un’eccezionale coppia di grandi e rari vasi a base ottagonale in avorio con profili in filigrana d’argento ed innesti in corallo e turchese e una grande stupa in lapis con placca in giada bianca con iscrizioni con profili in bronzo dorato ed innesti di pietre dure dell’inizio del XX secolo, così come una figura di Guhyasamaja in bronzo dorato in yab yum su doppio fiore di loto con innesti in turchese e corallo (Cina, Dinastia Qing, epoca Qianlong 1736-1795) e una figura di Nagaraja in bronzo dorato con campana e dorje con innesti in pietre dure (Tibet, XVII secolo).
Meritevoli di attenzione poi una figura di Buddha seduto in legno laccato e dorato (Cina, Dinastia Ming, XVI secolo) e un incensiere in giada bianca Celadon con coperchio con figure di arieti e manici, Cina, Dinastia Qing, XVIII secolo.