Valutazione Afro Basaldella
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Biografia
Afro Libio Basaldella, nato a Udine il 4 marzo 1912, è stato uno dei più importanti pittori italiani del secondo dopoguerra. Proveniente da una famiglia di artisti, con un padre pittore e zii orafi e scultori, Afro iniziò la sua formazione artistica insieme ai fratelli Dino e Mirko. A soli sedici anni espose per la prima volta, partecipando a mostre di rilievo come la I Mostra della scuola friulana d'avanguardia e la XX Esposizione dell'Opera Bevilacqua La Masa a Venezia. Grazie a una borsa di studio della Fondazione Marangoni di Udine, si trasferì a Roma dove entrò in contatto con importanti artisti della Scuola Romana come Scipione, Mario Mafai e Corrado Cagli.
Dopo essersi diplomato in pittura a Venezia nel 1931, Afro partecipò a importanti eventi artistici come la Quadriennale di Roma nel 1935 e la Biennale di Venezia nel 1936, dove ottenne grande riconoscimento. La sua pittura, inizialmente influenzata dal neocubismo, si evolse verso l'astrazione informale, caratterizzata da una sintesi lineare e colorista. Tra le sue opere più significative si annovera il murale "The Garden of Hope" realizzato per la sede dell'UNESCO a Parigi, simbolo di speranza e rinascita dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.
Afro Basaldella espose in musei di fama internazionale, tra cui il MoMA e il MIT di New York, partecipando a mostre collettive di grande rilievo. Nel 1956 vinse il premio come miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia, consolidando la sua fama internazionale. Morì a Zurigo nel 1976, lasciando un'eredità artistica fondamentale per l'arte italiana del Novecento.
Le sue opere sono oggi molto ricercate nelle aste, con quotazioni significative, e sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private. La sua tecnica mista su tela e la capacità di fondere influenze europee e americane lo rendono un punto di riferimento per lo studio dell'arte astratta italiana.
Dopo essersi diplomato in pittura a Venezia nel 1931, Afro partecipò a importanti eventi artistici come la Quadriennale di Roma nel 1935 e la Biennale di Venezia nel 1936, dove ottenne grande riconoscimento. La sua pittura, inizialmente influenzata dal neocubismo, si evolse verso l'astrazione informale, caratterizzata da una sintesi lineare e colorista. Tra le sue opere più significative si annovera il murale "The Garden of Hope" realizzato per la sede dell'UNESCO a Parigi, simbolo di speranza e rinascita dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale.
Afro Basaldella espose in musei di fama internazionale, tra cui il MoMA e il MIT di New York, partecipando a mostre collettive di grande rilievo. Nel 1956 vinse il premio come miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia, consolidando la sua fama internazionale. Morì a Zurigo nel 1976, lasciando un'eredità artistica fondamentale per l'arte italiana del Novecento.
Le sue opere sono oggi molto ricercate nelle aste, con quotazioni significative, e sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private. La sua tecnica mista su tela e la capacità di fondere influenze europee e americane lo rendono un punto di riferimento per lo studio dell'arte astratta italiana.