RISULTATI 2025:
Oltre 42,4 milioni di euro di fatturato e uno sguardo strategico sul 2026
Il 2025 si conferma un anno di consolidamento e crescita strutturale per Cambi Casa d’Aste, che chiude l’esercizio con un fatturato complessivo di 42,45 milioni di euro, oltre 33.000 lotti offerti e una percentuale di venduto per valore pari al 107%, a conferma della solidità del modello e della capacità di intercettare una domanda sempre più selettiva e internazionale.
Nel corso dell’anno sono state organizzate 112 aste, di cui 63 online, con una distribuzione del fatturato che vede l’Arte Antica rappresentare il 50%, seguita da Arti Moderne (33%) e Luxury (17%), delineando un equilibrio virtuoso tra tradizione, modernità e collezionismo di alta gamma.
«Il 2025 è stato un anno molto positivo perché ha confermato uno dei punti di forza fondamentali di Cambi Casa d’Aste: la completezza e l’equilibrio della nostra offerta», dichiara Matteo Cambi, Presidente di Cambi Casa d’Aste. «Le tre grandi macrocategorie – Arti Antiche, Arti Moderne e Luxury – hanno mostrato una tenuta solida e coerente, intercettando collezionismi e sensibilità diverse ma complementari».
In termini di fatturato, il primo dipartimento Cambi nel 2025 è il dipartimento di Design con 6,7 M, seguito dal dipartimento di Numismatica con 6 M. Al terzo posto il dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea che conclude a 4,5 M e al quarto il dipartimento di Dipinti e Disegni antichi a 4 M. Una buona performance anche per Gioielli e preziosi che in totale fattura 4 M e per Antiquariato che in totale fattura 3,5 M.
L’anno è stato inoltre caratterizzato da numerose aggiudicazioni oltre i 100.000 euro, distribuite trasversalmente tra otto dipartimenti – dall’Arte Moderna e Contemporanea al Design, dagli Orologi ai Gioielli e alla Numismatica, dall’Arte Orientale ai Dipinti Antichi, fino alle Maioliche e Porcellane – a testimonianza di un mercato sempre più orientato alla qualità, alla rarità e alla specializzazione. Tra i top lot spiccano, tra gli altri, una coppia di vasi attribuiti alla Manifattura di Sèvres aggiudicata a 466.100 euro, opere di Piero Manzoni, Gerardo Dottori, Paolo Scheggi, importanti orologi da collezione e capolavori dell’arte antica.
«Più che parlare di settori in crescita o in calo, oggi è corretto parlare di qualità, rarità e solidità storica», sottolinea Cambi. «Il mercato è sempre più attento al valore culturale e penalizza ciò che non riesce a distinguersi in modo chiaro».
Lo sguardo è già rivolto al 2026, con un calendario che riflette la stessa visione strategica. L’anno si aprirà il 27 gennaio con l’asta di Fine Design, che presenterà diversi nuclei di grande rilievo con opere di Dottori, Borsani, Crespi, Ponti e Bugatti. Tornerà inoltre l’asta di Fotografia, con un importante gruppo di opere provenienti dalla Fondazione Feltrinelli.
Dopo il successo delle edizioni precedenti, Cambi proporrà una nuova asta di Numismatica e una nuova edizione della Fine Selection di arte antica a Milano, accanto alle aste genovesi di Antiquariato, tra cui Dimore Italiane, format che valorizza il dialogo tra opere, architettura e collezionismo d’eccellenza.
«Il nostro obiettivo è fare ancora meglio, rafforzando e ampliando l’offerta con nuove sperimentazioni», conclude Matteo Cambi «per rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze dei nostri clienti e del mercato, in Italia e all’estero».
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