
Quattordici anni di duro lavoro, quasi centomila lotti passati nelle nostre centoquindici aste, uno staff di trenta collaboratori, 1500 metri quadri espositivi, un fatturato sempre in crescita a fronte di ritmi di lavoro sempre più intensi.
Decine di migliaia di fotografie in archivio e sedicimila clienti che ci seguono da tutt’Italia e dall’estero. Alle volte manca il tempo per fermarsi e pensare, riflettere
su quello che stiamo facendo, dedicandoci a quello che amiamo.
Le persone anzitutto, famiglia, amici, clienti, appassionati d’arte che da anni ci seguono e vengono a visitare le nostre sale. E poi i dipinti e gli oggetti antichi, fulcro della nostra attività, ma che sono anche ciò che ci permette di vivere in maniera più autentica e originale, di essere uomini e non numeri o ruote di un ingranaggio che non siamo più riusciti a fermare.
Ma oltre a questo, qual è stato il nostro contributo all’arte e alla sua conoscenza?
Di una cosa siamo orgogliosi, il restauro e la salvaguardia di quell’edificio eccezionale e storicamente importantissimo che è Castello Mackenzie,
sede oggi della nostra attività.
Lo abbiamo preso in condizioni di degrado estreme e con cura, ma soprattutto amore, abbiamo cercato di riportarlo all’antico splendore riaprendolo al pubblico e dedicandogli una esaustiva monografia. Oggi che i lavori nelle sue parti principali possono dirsi conclusi, non vogliamo fermarci e abbiamo deciso di partire con un progetto che da tempo avevamo in mente e che a oggi non ha eguali in Italia. Una rivista della casa d’aste. Uno strumento che ci permetta di comunicare con i nostri clienti, spiegar loro chi siamo e cosa facciamo, farci conoscere meglio. Un giornale che non parlerà però solo di noi: ampi spazi saranno dedicati a contributi realizzati da critici e storici dell’arte nell’ottica di una rivista scientifica, vi saranno articoli dedicati a eventi collaterali nel campo dell’arte e dell’antiquariato quali mostre, libri e musei pubblici, e altri avvenimenti culturali.
Con questo primo numero vogliamo dare il benvenuto anche a una rubrica che potrà interessare i più curiosi e appassionare i bon vivants e gli amanti dei viaggi che vogliono vivere vere e piacevoli esperienze a regola d’arte.
Una rivista bilingue perché vogliamo che la nostra voce vada al di là dei confini nazionali, viva e aperta a molteplici interventi che prenderanno spunto da eventi del quotidiano come dalla nostra storia di casa d’aste.
E non solo: una versione interattiva con contributi multimediali sarà online
per diffondere sul web, oltre i limiti della carta stampata, le notizie e gli spunti che Cambi offre ai propri clienti ed estimatori seguendo le tendenze del mercato e della società.