Rondini a primavera

Riemenschneider, bottega di, Santo
Riemenschneider, bottega di, Santo
Scuola francese del  XV secolo, Madonna in trono con Bambino
Scuola francese del XV secolo, Madonna in trono con Bambino
Proprio mentre durante l’inaugurazione dell’ultima edizione del Tefaf a Maastricht osservavo, insieme ad alcuni amici e collezionisti, come dopo anni di quaresima la scultura antica, e in particolare italiana, fosse finalmente presente sotto forme e numeri significativi in questo importantissimo palcoscenico, termometro mondiale del gusto antiquariale e collezionistico, venivo raggiunto da una telefonata che, tra il sorpreso e il compiaciuto, mi informava, come inguaribile appassionato del genere, del brillante risultato ottenuto proprio dalle sculture nell’asta di antichità appena conclusa nel fascinoso Castello Mackenzie.
Ritornando sul Tefaf, già scorrendo il catalogo ero rimasto piacevolmente sorpreso nel notare come molte gallerie, soprattutto quelle italiane, presentassero opere di scultura e contemporaneamente vedevo come anche presso mercanti che in passato rivolgevano le loro attenzioni e le loro scelte verso altre forme d’arte fossero esposte sculture lignee e in terracotta, marmi barocchi e bronzi rinascimentali.
Fra le tante, ricordo volentieri, con la sua elegante freschezza, la bella Madonna con Bambino in terracotta opera del Maestro dei Bambini Irrequieti – pseudonimo creato da Wilhelm Bode per definire un ottimo ma ignoto scultore operante nella Firenze del primo Cinquecento –, già appartenuta a importanti collezioni inglesi e americane e presentata da una valente galleria italiana.
Altro segnale positivo, da annotare con piacere, è l’esordio in questo prestigioso appuntamento di un’altra, storica, galleria italiana come è quella dei Longari, da sempre specializzata nella scultura antica.
Al mio rientro in Italia potevo constatare, pur lontano da fuorvianti parallelismi, come la telefonata ricevuta a Maastricht avesse colto nel segno e di come un gran numero di sculture offerte all’incanto nell’asta di marzo da Cambi fossero state esitate con risultati in alcuni casi veramente sorprendenti, che triplicavano o quadruplicavano le stime, come, per esempio, la raffinata Madonna con Bambino in avorio ascritta alla rara produzione francese del XIV secolo (lotto 1133).
Venduto anche il bel San Giovanni Evangelista in legno policromo attribuito all’importante bottega tenuta a Wurzburg a cavallo fra il XV e il XVI secolo dallo scultore Tilman Riemenschneider (lotto 1134).Di genere completamente diverso, ma indice dell’apprezzamento del mercato per l’arte russa, la figura in bronzo di un cavaliere mongolo, firmata
e datata 1870, che ha addirittura decuplicato la stima, per la verità assai prudente, di 400-500 euro (lotto 1180). Buone performance anche per opere con caratteristiche più decorative, come i due marmi ottocenteschi (lotti 46 e 576) raffiguranti Ebe
e Paolina Bonaparte di derivazione canoviana, e la coppia di moretti veneti in legno dorato (lotto 1160).
In conclusione, pur restando prudentemente realisti e sfuggendo da velleitari e impropri paragoni tra situazioni e mercati differenti, ci auguriamo comunque che siano questi i segnali, sia pur diversi, per una auspicabile e, per alcuni versi necessaria, rivalutazione di un genere artistico fondamentale come è la scultura, da troppo tempo poco apprezzata dalle “mode culturali” dominanti e da un mercato spesso troppo superficialmente “volubile” e si torni a riconoscerne la sua straordinaria importanza e forza artistico-culturale capace di farla rivaleggiare, da sempre, con la pittura.

Carlo Peruzzo