Description
Lot e le figlie
olio su tela
Largh. 97 - Alt. 115 Cm
Largh. 97 - Alt. 115 Cm
Origin
Collezione privata, Pordenone
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“Numerose sono le versioni del soggetto realizzate da Carl Loth, artefice al quale l'autore del presente dipinto palesemente si connette, da quella conservata nel Castello Rosenberg in Boemia all'altra custodita nella Gemäldegalerie di Dresda, alle molte altre esistenti o citate dalle fonti a Venezia e in vari luoghi d'Europa (al proposito si rammenta Un quadro grande dell'historia di Lot con le figlie dipinto da Carlo Lot soazza dorata citato nel 1676 a Venezia nell'Inventario dei quadri di Nicolò Sagredo).
La tela in esame raffigura le figlie di Lot nell'atto di ubriacare il loro genitore per poter così mettere in pratica i loro desideri. In lontananza la città di Sodoma è divorata dalle fiamme e dinanzi ad essa si staglia la figura della moglie di Lot cristallizzata, per punire la sua curiosità, in una statua di sale. Il tono crepuscolare che intesse la tela, virata su riflessi rossastri che paiono provenire dall'incendio che sta consumando la città, s'impreziosisce di raffinati particolari, su tutti la bellissima brocca d'oro dall'elaborato lavoro a sbalzo dipinta alla destra del dipinto.
Assommandosi alla schiera di soggetti virili dalle possenti membra scaturiti dal pennello di Loth, il suo allievo migliore, Michael Rottmayr, ha realizzato un’opera senz’altro significativa. Il dipinto va cronologicamente collocato tra gli anni trascorsi dal Rottmayr, ben tredici, nell'atelier del Loth. Siffatta ipotesi si sorregge nella consapevolezza di un evidente omaggio reso dal pittore austriaco al suo maestro, in un bellissimo esercizio di stile teso a reiterare i dettami stilistici dell'artefice bavarese e nella cognizione di due eguali soggetti, ambedue firmati dal Rottmayr, transitati in asta rispettivamente a Stoccolma (Bukonskis, 30 novembre 2004) e New York (Sotheby's, 26 gennaio 2007).”
La tela in esame raffigura le figlie di Lot nell'atto di ubriacare il loro genitore per poter così mettere in pratica i loro desideri. In lontananza la città di Sodoma è divorata dalle fiamme e dinanzi ad essa si staglia la figura della moglie di Lot cristallizzata, per punire la sua curiosità, in una statua di sale. Il tono crepuscolare che intesse la tela, virata su riflessi rossastri che paiono provenire dall'incendio che sta consumando la città, s'impreziosisce di raffinati particolari, su tutti la bellissima brocca d'oro dall'elaborato lavoro a sbalzo dipinta alla destra del dipinto.
Assommandosi alla schiera di soggetti virili dalle possenti membra scaturiti dal pennello di Loth, il suo allievo migliore, Michael Rottmayr, ha realizzato un’opera senz’altro significativa. Il dipinto va cronologicamente collocato tra gli anni trascorsi dal Rottmayr, ben tredici, nell'atelier del Loth. Siffatta ipotesi si sorregge nella consapevolezza di un evidente omaggio reso dal pittore austriaco al suo maestro, in un bellissimo esercizio di stile teso a reiterare i dettami stilistici dell'artefice bavarese e nella cognizione di due eguali soggetti, ambedue firmati dal Rottmayr, transitati in asta rispettivamente a Stoccolma (Bukonskis, 30 novembre 2004) e New York (Sotheby's, 26 gennaio 2007).”
Bibliography
Pittura barocca veneta in una collezione privata, a cura di S. Aloisi, Treviso, 2012, pp. 98-99
Live auction 966
Old Masters - II
thu 13 June 2024
Genoa
SINGLE SESSION 13/06/2024 Hours 16:00