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Jacopo Robusti detto Tintoretto (1519 Venezia-1594 Venezia) e aiuti La Virtù che fustiga il Vizio
Description
Jacopo Robusti detto Tintoretto (1519 Venezia-1594 Venezia) e aiuti La Virtù che fustiga il Vizio
olio su tela
Largh. 233 - Alt. 193 cm
Largh. 233 - Alt. 193 cm
Pubblicato sulla Fototeca Zeri (scheda n. 41754)
Origin
Collezione Italico Brass, Venezia;
Donata al The St. Louis Art Museum da Morton D. May (1955) - n. 173.55;
Collezione privata, Milano
Donata al The St. Louis Art Museum da Morton D. May (1955) - n. 173.55;
Collezione privata, Milano
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Pubblicata come opera di Jacopo Robusti detto il Tintoretto da von der Bercker nel 1935, e datata tra il 1580 e il 1588, la tela qui presentata è un tipico esempio della produzione di opere di grandi dimensioni ideata dai pittori veneziani e chiamate teleri, applicati direttamente alle pareti e spesso concepiti a gruppi come cicli decorativi unitari. Oggetto spesso di importanti committenze pubbliche, come per esempi le scuole grandi o le confraternite locali, questo particolare tipo di produzione artistica divenne tipica per i veneziani a partire dal Quattrocento, in quanto permetteva di realizzare grandi cicli decorativi senza ricorrere alla tecnica dell’affresco che, a causa del clima umido della laguna, era destinata a un inevitabile e progressivo deterioramento.
La maggior parte dei protagonisti di spicco del panorama artistico della Serenissima, assistiti dai propri collaboratori, si dedicarono durante la propria carriera alla realizzazione di queste monumentali imprese, tra i quali anche lo stesso Tintoretto, come ben testimoniato da una delle sue più celebri opere e cioè la decorazione dei sessanta grandi dipinti per la decorazione della Scuola Grande di San Rocco a Venezia.
Nonostante non sia nota la provenienza e la committenza originaria del dipinto in oggetto, l’opera risulta pubblicata su diversi volumi dedicati alle opere del maestro veneziano (non sempre purtroppo con l’esatta identificazione iconografica - in alcuni casi, infatti, la troviamo descritta come Atena e Venere o come Arcangelo Michele che scaccia Lucifero). Nonostante parte della critica sia concorde nel ritenere che il dipinto sia da attribuire direttamente a Tintoretto, non può comunque essere escluso un possibile intervento da parte dei sui collaboratori, che certamente furono incaricati di affiancare il maestro in casi di commissioni così impegnative sia a livello di dimensioni sia di numero di opere da realizzare.
La maggior parte dei protagonisti di spicco del panorama artistico della Serenissima, assistiti dai propri collaboratori, si dedicarono durante la propria carriera alla realizzazione di queste monumentali imprese, tra i quali anche lo stesso Tintoretto, come ben testimoniato da una delle sue più celebri opere e cioè la decorazione dei sessanta grandi dipinti per la decorazione della Scuola Grande di San Rocco a Venezia.
Nonostante non sia nota la provenienza e la committenza originaria del dipinto in oggetto, l’opera risulta pubblicata su diversi volumi dedicati alle opere del maestro veneziano (non sempre purtroppo con l’esatta identificazione iconografica - in alcuni casi, infatti, la troviamo descritta come Atena e Venere o come Arcangelo Michele che scaccia Lucifero). Nonostante parte della critica sia concorde nel ritenere che il dipinto sia da attribuire direttamente a Tintoretto, non può comunque essere escluso un possibile intervento da parte dei sui collaboratori, che certamente furono incaricati di affiancare il maestro in casi di commissioni così impegnative sia a livello di dimensioni sia di numero di opere da realizzare.
Bibliography
E. von der Bercken in “Pantheon”, XV, 1935, p. 30;
E. von der Bercken, Die Gemalde del Jacopo Tintoretto, 1942, p. 132, nota 537;
H. Tietze, Tintoretto. The Paintings and Drawings, 1948, p. 378;
W.N. Eisendrath in “City of Art Museum of St. Louis, Bulletin, XLI, 1956, pp. 1-5;
B. Berenson, Venetian School, 1957, vol. I, p. 177;
J. Schulz, Venetian Painted Ceilings of Renaissance, 1968, p. 126;
Census of Pre Nineteenth Century. Italian Paintings in North American Public Collections, a cura di F. Zeri e B. Fredericksen, Londra, 1972, p. 126;
Tintoretto. Tutte le opere sacre e profane, a cura di R. Pallucchini e P. Rossi, 1982, p. 251, n. A88, II, pl. 711;
L’opera completa di Tintoretto, a cura di P. De Vecchi e C. Bernari, Rizzoli, Milano, 1970, tav. E12
E. von der Bercken, Die Gemalde del Jacopo Tintoretto, 1942, p. 132, nota 537;
H. Tietze, Tintoretto. The Paintings and Drawings, 1948, p. 378;
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B. Berenson, Venetian School, 1957, vol. I, p. 177;
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Tintoretto. Tutte le opere sacre e profane, a cura di R. Pallucchini e P. Rossi, 1982, p. 251, n. A88, II, pl. 711;
L’opera completa di Tintoretto, a cura di P. De Vecchi e C. Bernari, Rizzoli, Milano, 1970, tav. E12
Live auction 985
Selected Old Masters
thu 12 December 2024
Genoa
SINGLE SESSION 12/12/2024 Hours 17:00