€ 35.000,00 / 40.000,00
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Description
Ritratto della contessa Maria Bernardini
olio su tavola
cm 118X88
cm 118X88
Opera dichiarata di interesse storico-artistico particolarmente importante, soggetta a vincolo da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Work declared of particularly important historical and artistic interest, it is subject to constraint by the Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Italian National Heritage) so it cannot be exported out of Italy.
Work declared of particularly important historical and artistic interest, it is subject to constraint by the Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (Italian National Heritage) so it cannot be exported out of Italy.
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Lettera Pietro Toesca (1937), comunicazione Giancarlo Sestieri (2004) e perizia Claudio Strinati (2005)
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“Il vincolo è giustificato dal particolare interesse storico artistico dell' opera, di qualità elevatissima e di splendida conservazione, memorabile esempio della ritrattistica italiana della seconda metà del Settecento, completamente inserita in un'ottica figurativa europea e tesa a esaltare, con sobrietà e nel contempo magnificenza, il lignaggio, la cultura, la sensibilità e il rango delle personalità rappresentate.
Nel caso qui in esame la nobildonna è raffigurata quale fine e elegantissima intellettuale, amante della pittura e pittrice ella stessa. In una lettera del 21 marzo 1937, su quest'opera, Pietro Toesca, il grande storico dell'arte, sottolineava la bellezza della miniatura che la donna tiene in mano, esprimente un ritratto, probabilmente del consorte conte Francesco Bernardini. Tale immagine complessiva della contessa si risolve in una posa severa e nel contempo sottilmente espressiva, in cui la sua fresca giovinezza è quasi a stento contenuta dalla perfezione della posa, dalla solennità dell'abbigliamento, dalla sovrana perfezione degli arredi che la circondano. Batoni compì, come è ben noto, una sintesi magistrale tra l'impostazione della ritrattistica propria alla nostra tradizione e gli spunti, originali e innovativi, che arrivavano numerosi d'oltralpe, in specie dalle scuole francese e inglese.
E, in effetti, la nostra nobildonna condivide un tipo di situazione sociale e culturale che, in quella fase storica, si può riscontrare simile dall'estremo occidente all'estremo oriente d'Europa, come una recente mostra ha ampiamente illustrato, in specifico sul tema del rapporto Italia-Russia (Da Giotto a Malevic. La reciproca meraviglia. Mostra tenutasi a Roma, Scuderie del Quirinale - ottobre 2004 gennaio 2005, catalogo Electa, Milano 2004), presentando stupendi autografi del Batoni, quale vero e proprio principe dei pittori del tempo.
Il confronto tra l'opera qui in esame e i capolavori del Batoni inseriti in quella mostra convince dell'autografia e della datazione (tra il 1770 e il
1780) della nostra tela, che si conferma come autentico capolavoro.”
Prof. Claudio Strinati
Nel caso qui in esame la nobildonna è raffigurata quale fine e elegantissima intellettuale, amante della pittura e pittrice ella stessa. In una lettera del 21 marzo 1937, su quest'opera, Pietro Toesca, il grande storico dell'arte, sottolineava la bellezza della miniatura che la donna tiene in mano, esprimente un ritratto, probabilmente del consorte conte Francesco Bernardini. Tale immagine complessiva della contessa si risolve in una posa severa e nel contempo sottilmente espressiva, in cui la sua fresca giovinezza è quasi a stento contenuta dalla perfezione della posa, dalla solennità dell'abbigliamento, dalla sovrana perfezione degli arredi che la circondano. Batoni compì, come è ben noto, una sintesi magistrale tra l'impostazione della ritrattistica propria alla nostra tradizione e gli spunti, originali e innovativi, che arrivavano numerosi d'oltralpe, in specie dalle scuole francese e inglese.
E, in effetti, la nostra nobildonna condivide un tipo di situazione sociale e culturale che, in quella fase storica, si può riscontrare simile dall'estremo occidente all'estremo oriente d'Europa, come una recente mostra ha ampiamente illustrato, in specifico sul tema del rapporto Italia-Russia (Da Giotto a Malevic. La reciproca meraviglia. Mostra tenutasi a Roma, Scuderie del Quirinale - ottobre 2004 gennaio 2005, catalogo Electa, Milano 2004), presentando stupendi autografi del Batoni, quale vero e proprio principe dei pittori del tempo.
Il confronto tra l'opera qui in esame e i capolavori del Batoni inseriti in quella mostra convince dell'autografia e della datazione (tra il 1770 e il
1780) della nostra tela, che si conferma come autentico capolavoro.”
Prof. Claudio Strinati
Live auction 985
Selected Old Masters
thu 12 December 2024
Genoa
SINGLE SESSION 12/12/2024 Hours 17:00