Description
Musa Clio (Allegoria della Storia)
olio su tela
Largh. 116 - Alt. 144 cm
Largh. 116 - Alt. 144 cm
Origin
Probabile Collezione Ballattini, Bologna nel XVIII secolo ("una Poesia di Alessandro Tiarini")
Collezione privata, Roma
Collezione privata, Roma
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Il dipinto è da assegnare ad Alessandro Tiarini, uno dei più prolifici artisti e sensibile interprete della pittura bolognese del XVII secolo. La formazione di Tiarini è legata principalmente a Prospero Fontana e a Bartolomeo Cesi. A Firenze, dove si reca tra il 1598 e il 1599, collabora con il Passignano prima e con il Poccetti poi, dedicandosi all’esecuzione di un gran numero di dipinti, in particolare pale d’altare, senza però rinunciare alle commissioni bolognesi. Negli anni della tarda maturità Tiarini continuò a lavorare moltissimo, eseguendo soprattutto dipinti da collezione caratterizzati da una gamma cromatica chiara e da una teatralità distesa.
L’opera in esame è caratterizzata da una stesura pittorica morbida e soffusa che si unisce a una pacata teatralità, accentuata dalla bella figura rappresentata di scorcio. Elementi questi che sono presenti anche, ad esempio, nella tela della chiesa bolognese di San Salvatore raffigurante la Sacra Famiglia, dove è possibile osservare pure una certa affinità tra il volto della Vergine e quello della nostra Musa Clio. Si potrebbe identificare il dipinto in esame con l’Allegoria della Poesia ricordata da Oretti nel XVIII secolo nella collezione bolognese di Filippo Ballantino o Ballantini. È plausibile, infatti, ipotizzare che la figura allegorica rappresentata sia stata erroneamente identificata in passato come un’allegoria della poesia. A sostegno di questa ipotesi, è da considerare che nella produzione pittorica di Tiarini non sono note ad oggi dipinti raffiguranti figure allegoriche, il che rende più che plausibile l’ipotesi sopracitata.
L’opera in esame è caratterizzata da una stesura pittorica morbida e soffusa che si unisce a una pacata teatralità, accentuata dalla bella figura rappresentata di scorcio. Elementi questi che sono presenti anche, ad esempio, nella tela della chiesa bolognese di San Salvatore raffigurante la Sacra Famiglia, dove è possibile osservare pure una certa affinità tra il volto della Vergine e quello della nostra Musa Clio. Si potrebbe identificare il dipinto in esame con l’Allegoria della Poesia ricordata da Oretti nel XVIII secolo nella collezione bolognese di Filippo Ballantino o Ballantini. È plausibile, infatti, ipotizzare che la figura allegorica rappresentata sia stata erroneamente identificata in passato come un’allegoria della poesia. A sostegno di questa ipotesi, è da considerare che nella produzione pittorica di Tiarini non sono note ad oggi dipinti raffiguranti figure allegoriche, il che rende più che plausibile l’ipotesi sopracitata.
Bibliography
Bibliografia di riferimento:
D. Benati, Alessandro Tiarini. L’opera pittorica completa e i disegni, Federico Motta Editore, 2001, pp. 67-69 e 198
D. Benati, Alessandro Tiarini. L’opera pittorica completa e i disegni, Federico Motta Editore, 2001, pp. 67-69 e 198
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