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Coppia di schiavi mori, su modello di Pietro Tacca (Carrara, 1577 - Firenze, 1640). Francia, XIX secolo
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Description
Coppia di schiavi mori, su modello di Pietro Tacca (Carrara, 1577 - Firenze, 1640). Francia, XIX secolo
bronzo patinato e dorato
Largh. 35 - Prof. 30 - Alt. 52 cm
Largh. 35 - Prof. 30 - Alt. 52 cm
In origine alari da camino, questi bronzi sono oggi godibili come sculture d'arredo autonome di gusto seicentesco. Le figure poggiano su piedistalli dalle volute profonde di gusto barocco, mentre le torsioni accentuate dei loro corpi e il patetismo dei volti restituiscono con realismo la condizione di prigionia, risolta in un insieme vigoroso ed elegante.
Si tratta di un modello molto apprezzato e diffuso tra i maestri bronzisti del XIX secolo, che trae ispirazione dai celebri "Quattro Mori" di Pietro Tacca che ornano il monumento a Ferdinando I de’ Medici a Livorno.
Si tratta di un modello molto apprezzato e diffuso tra i maestri bronzisti del XIX secolo, che trae ispirazione dai celebri "Quattro Mori" di Pietro Tacca che ornano il monumento a Ferdinando I de’ Medici a Livorno.
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Le quattro sculture in bronzo di schiavi incatenati che hanno ispirato i nostri esemplari fanno parte del monumento a Ferdinando I de’ Medici. L'opera celebra le vittorie del Granduca e dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano contro i corsari barbareschi, che all'epoca minacciavano le coste toscane.
Come noto, i Medici utilizzarono l’arte come potente strumento di propaganda, popolando le piazze toscane con busti e statue equestri per affermarsi come i dominatori della regione. Ferdinando I fu tra i più attivi in questo senso: dopo aver commissionato al Giambologna il proprio monumento equestre per Piazza della Santissima Annunziata a Firenze, rivolse la sua attenzione a Livorno, porta strategica sul Mediterraneo. Qui, nel 1595, fece erigere una statua colossale in marmo affidata a Giovanni Bandini. Solo in seguito, tra il 1623 e il 1626, Pietro Tacca completò l’opera aggiungendo alla base i celebri "Quattro Mori". Tacca, allievo prediletto del Giambologna, era succeduto al maestro come scultore granducale nel 1609, diventando importante interprete della magnificenza medicea.
Come noto, i Medici utilizzarono l’arte come potente strumento di propaganda, popolando le piazze toscane con busti e statue equestri per affermarsi come i dominatori della regione. Ferdinando I fu tra i più attivi in questo senso: dopo aver commissionato al Giambologna il proprio monumento equestre per Piazza della Santissima Annunziata a Firenze, rivolse la sua attenzione a Livorno, porta strategica sul Mediterraneo. Qui, nel 1595, fece erigere una statua colossale in marmo affidata a Giovanni Bandini. Solo in seguito, tra il 1623 e il 1626, Pietro Tacca completò l’opera aggiungendo alla base i celebri "Quattro Mori". Tacca, allievo prediletto del Giambologna, era succeduto al maestro come scultore granducale nel 1609, diventando importante interprete della magnificenza medicea.
Live auction 1118
Fine Art Selection
wed 20 May 2026
Milan
SINGLE SESSION 20/05/2026 Hours 15:30
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