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Rara Torcia dei Giochi Olimpici Invernali, Cortina d’Ampezzo, 1956
Description
Rara Torcia dei Giochi Olimpici Invernali, Cortina d’Ampezzo, 1956
Alt. Cm 41,2, d. cm 14,4
Realizzata in lega di alluminio, disegnata da Ralph Lavers, figura centrale nel design olimpico del secondo dopoguerra, e prodotta dalla E.M.I. Factories Ltd, High Dury Alloys Ltd., ricalca il modello della torcia usata per le Olimpiadi di Londra 1948, Melbourne e Stoccolma 1956.
Reca l’iscrizione in rilievo “CORTINA 1956 VII° GIOCHI OLIMPICI INVERNALI” ed è montata su base lignea con targa datata 17 giugno 1956.
Ciò che rende questo lotto particolarmente significativo è la provenienza diretta e documentata, avvalorata anche dalla presenza della targa datata. Il primo proprietario, Nicola Manganaro, fu responsabile dei servizi telefonici durante le Olimpiadi di Cortina 1956. La torcia gli fu donata dai suoi collaboratori al termine dei Giochi, come ricordo tangibile di un’esperienza professionale e umana irripetibile. Da lui giunse con orgoglio al nipote, Ferdinando Mezzelani, affermato fotografo sportivo.
Reca l’iscrizione in rilievo “CORTINA 1956 VII° GIOCHI OLIMPICI INVERNALI” ed è montata su base lignea con targa datata 17 giugno 1956.
Ciò che rende questo lotto particolarmente significativo è la provenienza diretta e documentata, avvalorata anche dalla presenza della targa datata. Il primo proprietario, Nicola Manganaro, fu responsabile dei servizi telefonici durante le Olimpiadi di Cortina 1956. La torcia gli fu donata dai suoi collaboratori al termine dei Giochi, come ricordo tangibile di un’esperienza professionale e umana irripetibile. Da lui giunse con orgoglio al nipote, Ferdinando Mezzelani, affermato fotografo sportivo.
More information
La fiamma olimpica della VII edizione dei Giochi invernali non venne accesa ad Olimpia, in Grecia, come da tradizione, bensì a Roma, sulle scale del Tempio Capitolino di Giove, il 22 gennaio 1956, e viaggiò sulle torce progettate da Ralph Lavers attraverso una staffetta di grandi atleti italiani, tra cui Adolfo Consolini, Zeno Colò, Severino Menardi ed Enrico Colli, fino all’ultimo tedoforo, il campione italiano di pattinaggio di velocità Guido Caroli che, il 26 gennaio 1956, accese il braciere olimpico davanti al pubblico e alle prime telecamere televisive. I cavi televisivi su cui inciampò non gli impedirono di mantenere la fiaccola accesa e di far ardere il braciere con successo. Non esattamente l’esordio più impeccabile per i primi Giochi trasmessi in televisione, ma proprio per questo destinato a diventare memorabile.
Infatti, i Giochi del 1956 sono noti soprattutto per essere stati i primi Giochi Olimpici Invernali trasmessi in televisione a livello internazionale, nonché per il debutto degli atleti sovietici.
Il numero esatto di torce prodotte e utilizzate durante la staffetta dei Giochi Olimpici Invernali del 1956 non è specificato nelle fonti ufficiali dell’epoca. A differenza delle staffette moderne in cui ogni tedoforo conserva la torcia, ciascuna torcia del 1956 fu presumibilmente riutilizzata più volte durante il percorso.
Se si considera che per le Olimpiadi estive del 1956 a Melbourne, dove fu usato lo stesso design di quelle invernali, furono prodotte solo 110 torce ca., si può stimare un numero equivalente per l’evento invernale a Cortina.
La produzione molto limitata delle torce del 1956, unita alla loro sporadica apparizione nelle aste internazionali, sottolinea l'eccezionale rarità della torcia qui presentata.
Infatti, i Giochi del 1956 sono noti soprattutto per essere stati i primi Giochi Olimpici Invernali trasmessi in televisione a livello internazionale, nonché per il debutto degli atleti sovietici.
Il numero esatto di torce prodotte e utilizzate durante la staffetta dei Giochi Olimpici Invernali del 1956 non è specificato nelle fonti ufficiali dell’epoca. A differenza delle staffette moderne in cui ogni tedoforo conserva la torcia, ciascuna torcia del 1956 fu presumibilmente riutilizzata più volte durante il percorso.
Se si considera che per le Olimpiadi estive del 1956 a Melbourne, dove fu usato lo stesso design di quelle invernali, furono prodotte solo 110 torce ca., si può stimare un numero equivalente per l’evento invernale a Cortina.
La produzione molto limitata delle torce del 1956, unita alla loro sporadica apparizione nelle aste internazionali, sottolinea l'eccezionale rarità della torcia qui presentata.
Time auction 1181
1956-2026: The Winter Olympic Torch in Cortina
thu 29 January - fri 6 February 2026
Milano
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