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Aeropittura IV, 1930

Enrico Prampolini ©  
(Modena, 1894 - Roma, 1956)

€ 30.000,00 / 40.000,00
Estimate
Description

Aeropittura IV , 1930

Enrico Prampolini ©  
(Modena, 1894 - Roma, 1956)

Olio su tela e sughero
Largh. 80,4 - Alt. 60,4 Cm
Firmato in basso a destra
Firmato e intitolato al retro su cartellino autografo
Origin
Collezione Bressan, Gorizia
Collezione privata, Milano
Authentication
Opera accompagnata da autentica su fotografia rilasciata da Massimo Prampolini in data 21 marzo 2022
More information
Il concetto di “aeropittura” nasce nel 1929 ad opera di Marinetti, che pubblica il “Manifesto dell’a- eropittura futurista” il 22 settembre su “La Gazzetta del Popolo” di Torino avendo come cofirmatari Balla, Benedetta, Depero, Fillia, Prampolini, Somenzi e Tato. Da allora il manifesto viene ripub- blicato più volte, ma i singoli firmatari e successivi aderenti si dividono su due fronti proponendo dell’aeropittura due concezioni diverse. Da un lato Benedetta, Crali, Dottori, Somenzi e Tato che la interpretano come “paesaggio terrestre visto dall’aereo in volo”, dall’altro Prampolini e Fillia, seguiti dal gruppo torinese, che si battono per una concezione nuova e più moderna, con forti componenti surreali e chiare anticipazioni dello spazialismo del secondo dopoguerra. Sul finire del 1930, le comuni esperienze di Prampolini e Fillia si definiscono nella proposta di superare le sensazioni meccaniche, prospettiche e visive, della velocità e dell’altezza percepite nell’espe- rienza del volo, per esprimere una sintesi cosmica e spaziale di nuove sensazioni sommando “in un solo organismo plastico” lo spirito delle diverse nature presenti nel cosmo “minerale, vege- tale, umana e meccanica” (Fillia, Spiritualità aerea, in “Oggi e Domani”, 4 dicembre 1930). Un ampliamento concettuale di natura psicologica e psichica di grande portata, che in Prampolini si esprime con l’introduzione, proprio in questo periodo, della materia bruta nelle composizioni dei quadri. Granuli di catrame misti a frammenti litici o minerali, sugheri che con la loro superficie scabra sembrano meteoriti spenti dialogano con le intersezioni dei piani atmosferici, con i pianeti e con le linee geometriche dei velivoli che hanno consentito l’apertura e la percezione di nuove dimensioni spirituali e mentali.
Per lanciare le nuove correnti aeropittoriche Marinetti ideò, per il 1931, una serie di tre mostre strettamente collegate in un breve arco di tempo e tutte recanti il manifesto stampato in catalogo: la prima a Roma in febbraio, la seconda a Trieste in marzo e la terza a Gorizia all’inizio di giugno. Scorrendo le liste delle opere si nota che gli artisti che presero parte a tutte e tre le manifestazioni inviarono ogni volta più o meno le stesse opere. A Roma Prampolini era presente con sei quadri, tutti intitolati “Volo” e numerati dall’1 al 6, le stesse opere furono sicuramente presentate a Trieste col titolo mutato in “Aeropittura” e numerate da 1 a 6 (probabilmente per distinguersi dagli altri che come Tato, Oriani. Thayaht e Diulgheroff avevano usato a Roma lo stesso titolo “Volo” seguito da un numero). A Gorizia le “Aeropitture” di Prampolini si ridussero a 5 perché la numero 6 era stata probabilmente venduta a Trieste, e quella che qui si presenta fu venduta a Gorizia, dove è rimasta per novant’anni nella stessa collezione.
Nei cataloghi di Trieste e di Gorizia non sono illustrati quadri di Prampolini e l’identificazione si basa pertanto principalmente sul titolo. Le quattro Aeropitture rimaste di questa serie - importantissima essendo la prima della nuova tematica - furono successivamente esposte in Francia, alcune con titoli forse differenti. Aeropittura I è indicata da Filiberto Menna come esposta in una mostra del 1932 a Parigi (Enrico Prampolini et les aéropeintres futuristes italiens, Galerie de La Renaissance, Paris, 1932) ma nella lista delle opere esposte compare una sola Aéropeinture (n. 44 di Catalogo, illustrata), che è invece pubblicata da Menna (cat. 81, fig. 163) col titolo Velocità di elica, 1930 c. (ubicazione ignota).
Da un punto di vista stilistico Aeropittura IV si può collocare tra il 1929 e la fine del 1930. Per un verso, infatti, come residuo della prima iconografia aeropittorica, vi troviamo la sagoma dell’aereo che caratterizzava anche il notissimo Itinerario plastico del 1929, dall’altro contiene già quegli elementi polimaterici (sughero e granuli catramati) che caratterizzano le opere dal 1931 in avanti.

Paolo Baldacci
Bibliography
Prima mostra di Aeropittura, catalogo della mostra, 1931, Roma, cat. n. 22 (col titolo Volo 4) (non ill.)
Pittura/Aeropiitura/futurista, catalogo della mostra, 1931, Trieste, cat. n. 53 (non ill.)
Esposizione dei pittori futuristi, catalogo della mostra, 1931, Gorizia, cat. n. 52 (non ill.)
Exhibitions
1 - 10 febbraio 1931, Prima mostra di Aeropittura, Piazza di Spagna, Roma
6 - 20 marzo 1931, Pittura/Aeropittura/Futurista/, Circolo Artistico, Trieste
31 maggio - 7 giugno 1931, Esposizione dei pittori futuristi, Circolo di Lettura, Gorizia

Modern and Contemporary Art - I

wed 6 July 2022
Milan
SINGLE SESSION 06/07/2022 Hours 15:00
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