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Ritratto di gentiluomo barbuto

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1g -24h 0m 0s
19/06/2026 07:42:39
Estimate
€ 12.000,00 / 15.000,00
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Description
olio su tela
cm 40X60
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Si ringrazia anche la Prof.ssa S. Mason Rinaldi per aver confermato l'attribuzione dell'opera all'artista

"In buono stato di conservazione, il dipinto, inedito, raffigura un volto di anziano barbuto, visto di tre quarti. La testa emerge, modellata da pennellate libere su un uniforme fondale scuro; gli occhi sono umidi e arrossati, la barba appare poco curata e i capelli grigi affiorano
dall’ombra radi e spettinati.
Chiare somiglianze tipologiche e stilistiche permettono di ricollegare la tela con analoghe tele con teste senili su fondo scuro realizzate da Jacopo Palma il Giovane, come gli esemplari della raccolta Borromeo all’Isola Bella (olio su tela, cm 86,5x65,2; superficie originale cm 64x49; cfr. Mason Rinaldi 1984, p. 87; P. Plebani in Collezione Borromeo 2011,
pp. 228-229), di collezione privata (Mason Rinaldi 1982, p. 152; Ead. 1984, p. 82) e della Pinacoteca di Brera (olio su cartone, cm 28x38, inv. 330; Mason Rinaldi 1984, p. 93). Se il secondo sembrerebbe in realtà uno studio per un anonimo Ritratto maschile della National Gallery of Victoria a Melbourne (inv. 554-4; cfr. Arslan 1960, vol. I, pp. 143-144; Mason
Rinaldi 1984, p. 91, con bibliografia precedente), il primo dipinto, sembra collegarsi da vicino all’opera in esame anche per i lineamenti facciali. I due visi appaiono, in effetti, quasi identici se non fosse per la morfologia del naso, che nella tela all’Isola Bella appare un po’ meno adunco.
I confronti appaiono decisamente eloquenti: come negli altri dipinti indicati, il volto della tela in esame, raffigurato isolato sul fondale scuro, è illuminato da una lama di luce, proveniente dal lato sinistro, con la costruzione dei volumi e la restituzione delle sensazioni materiche e
‘tattili’ che appaiono efficacemente rese attraverso una pittura fatta di rapide pennellate di colori puri giustapposti, con un effetto che ricorda da vicino i modi di Tintoretto, Veronese e dei Bassano, e che, naturalmente, trae origine dalla tarda maniera tizianesca.
Le pieghe della cute, vizza, cadente e – si direbbe – un po’ sudaticcia, reagiscono alla luce attraverso tocchi di colore più chiaro, non mescolati al resto dell’incarnato e stesi velocemente sulla superficie ruvida della tela; rapide pennellate di bianco suggeriscono efficacemente l’impressione di malessere dato dall’iperlacrimazione degli occhi vigili, rivolti verso l’osservatore, dai quali affiora più di un’ombra di stanchezza.
L’immagine, di straordinaria immediatezza, è un notevole esempio di quella che è stata definita da Stefania Mason Rinaldi (1984, p. 40) come la «capacità», da parte dell’artista, «di presa dal vivo di un’umanità non idealizzata». Tale tratto di stile è visibile non solo in dipinti, come quelli appena segnalati, che sembrano essere studi o generiche ‘teste di carattere’, ma anche in una serie di impressionanti ritratti di austeri vecchioni del patriziato veneto: oltre al già ricordato dipinto di Melbourne, si può segnalare l’anonimo Anziano gentiluomo dell’Art Institute di Chicago (inv. 1937.449), e un numero imprecisato, di nobili, procuratori di San Marco, e perfino di dogi (Francesco Venier; Marcantonio Memmo;
Pasquale Cicogna; Lorenzo e Girolamo Priuli) inseriti all’interno di dipinti votivi, ritratti di gruppo, grandi teleri per il Palazzo Ducale e per diverse Scuole e istituzioni Veneziane, tra tutte quella l’Oratorio dei Crociferi. Non è nemmeno impossibile trovare lineamenti affini, più idealizzati e nobilmente incanutiti, perfino nella pittura sacra: sotto le spoglie di Profeti, Padreterni, Evangelisti, e in molte immagini di Sant’Antonio Abate, Nicodemo, San Girolamo.
Per la cronologia, il dipinto in esame potrebbe condividere una datazione tra il 1585, data che compare su alcune delle tele dello stesso Oratorio dei Crociferi (Mason Rinaldi 1984, pp. 138-139), la metà degli anni ’90 del XVI secolo (collegabile all’esecuzione dei dipinti votivi dei dogi Sebastiano Venier e Pasquale Cicogna nella Sala dei Pregadi in Palazzo Ducale a Venezia; ibid., p. 142). e il 1600 circa assegnabile al già ricordato Anziano barbuto della collezione Borromeo (Mason Rinaldi 1982, p. 42; 1984, Ead. p. 87; Ead. in Palma il Giovane 1990, p. 21)."
Scheda a cura del Prof. M. Pavesi
Live auction 1168

Old Masters Paintings

thu 2 July 2026
Genoa
FIRST SESSION    02/07/2026   Hours 02:30 pm  
Lots 1/90
SECOND SESSION    02/07/2026   Hours 04:00 pm  
Lots 100/231
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