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An important frame in sculpted, carved and gilded wood, Rome, third quarter of the 17th century.

€ 35.000,00 / 40.000,00
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An important frame in sculpted, carved and gilded wood, Rome, third quarter of the 17th century.

Forma rettangolare con fascia modanata percorsa da decoro a perlinatura avvolta da un motivo a ramages composto da due fronde incrociate e contrapposte che si diramano dalla parte inferiore per riunirsi sulla sommità. Realisticamente scolpite a foggia di radici, foglie, corolle e piccoli frutti a grappolo e interamente dorata a foglia d'oro.
Questa rara cornice Barocca è accompagnata da una scheda critica del professore Alvar Gonzales-Palacios di cui citiamo alcuni passi: Questa eccezionale cornice si avvicina ad alcuni esemplari noti che presentano tutti la caratteristica di utilizzare un motivo naturale, o araldico, disposto a circondare un battente con vari ordini di intaglio e prosegue l'idea di raffigurare sotto forma di ornamento elementi naturali e araldici è caratteristica del Barocco Romano, nella fattispecie di Gian Lorenzo Bernini e della sua scuola. Le fronde di quercia dei Chigi, ad esempio, si trovano attorno all'organo con l'arme di Alessandro VII a Santa Maria del Popolo e in un'altra occasione compongono la rossa doratura dello stesso Pontefice sulla cattedrale di Siena.
Appare quindi evidente il debito creativo e stilistico che questa opera rende al grande maestro Barocco di cui si conoscono numerosi progetti e disegni per finimenti e arredi per importanti committenti come la famiglia Chigi le cui realizzazioni venivano affidate ad importanti intagliatori come quell'Antonio Chiccari (o Chicari) pisano, che esegue molti lavori sotto la diretta ascendenza del maestro come il già succitato organo di Santa Maria del Popolo scolpito nel 1663 ed i sostegni per due tavoli parietali oggi presso il palazzo Chigi di Ariccia disegnati dal Bernini. Citando ancora A. Gonzales-Palacios Esistono comunque altri intagliatori in grado di eseguire lavori del genere in quegli anni, come Giovanni Sebastiani, che nel 1678 approntò una cornice di legno di tiglio interamente scolpita con festoni di fogliarelle assai minute con volute, nastri e mazzi di fiori. Sembra quindi sicuramente lecito attribuire all'influenza dell'idea progettuale berniniana in cui si evidenzia tutta la forza del naturalismo scultoreo del modello barocco romano nell'opera qui presentata.
Bibliografia: - A. Angelini “Gian Lorenzo Bernini e i Chigi tra Roma e Siena” M.P.S. 1998 - A. Gonzalez - Palacios “Gian Lorenzo Bernini, regista del barocco” Catalogo mostra, Roma 1999 - A. Gonzalez - Palacios “Arredi e ornamenti alla corte di Roma” Milano 2004 L'opera è provvista di attestato di libera circolazione.